|
Versione
italiana |
Interprete |
Versione
originale |
Interprete |
Note |
|
Pregherò |
Adriano Celentano |
Stand By Me |
Ben E. King |
Vedi la storia
della versione "adulterata" |
|
Stai lontana da me (1962) |
Adriano Celentano |
Tower Of Strength |
Gene McDaniels / Frankie
Vaughan |
Un twist-R&B bianco
USA dei primi anni '60 (di Bacharch e Hilliard) è la base per
questo classico, con cui Celentano vinse la prima edizione del
Cantagiro nel 1962. Versione italiana di Mogol. |
|
Il problema più
importante (1964) |
Adriano Celentano |
If You Gotta Make a Fool of Somebody
(1963) |
Freddie and the Dreamers |
Anche questo grande
successo di Celentano era una cover. Freddie (Garrity) & The
Dreamers erano un gruppo di Manchester, che seguiva ancora lo stile
di Cliff Richards e degli Shadows piuttosto che della nuova "British
invasion" (Beatles e soci). Il brano scelto da Celentano era il
loro primo grande successo in UK. Versione italiana di Beretta e Del
Prete. |
|
Il contadino |
Adriano
Celentano |
Hold On, I'm
Coming |
Sam &
Dave |
Versione italiana
totalmente (e volutamente) scorrelata dal celebre classico R&B
originale (e dalle sue allusioni sessuali), dovuta a Beretta e Del
Prete. Proposta anche dai Ragazzi della via Gluck, un altro
complesso del Clan. |
|
Miseria nera |
Adriano Celentano |
Sixteen Tons |
Platters |
Una versione abbastanza fedele,
almeno nell'ispirazione, al celebre blues / work song (canto di lavoro) dei
Platters, affidato come voce solista al baritono del celebre quintetto
vocale, David Lynch. Celentano riprenderà questa canzone anni dopo con un
testo completamente diverso, metaforico, dal titolo "L'ascensore". |
|
Fumo negli occhi |
Adriano Celentano |
Smoke Gets in Your Eyes |
Platters |
Celentano ha
proposto nel corso degli anni altre cover dai Platters |
|
|
Adriano Celentano |
My prayers |
Platters |
|
|
Dai treno dai (1970) |
Alpha Centauri |
The Train |
1910 Fruitgum Co. |
Il primo e unico
disco degli Alpha Centauri è stato prodotto nel 1970 dalla etichetta
Numero Uno di Mogol e Battisti, ed era basato su un brano del gruppo
iniziatore della "bubble gum music" (più noti per "Simon
Says", ovvero "Il ballo di Simone"). Sul retro un'altra
cover. |
|
Immagine bianca |
Alpha Centauri |
Throw Down Line |
Cliff Richard & Hank Marvin |
Retro del singolo
precedente. |
|
Dove vuoi (1968) |
Angeli |
I'm a Boy |
Who |
Una cover convincente proposta da
un gruppo attivo in
Abruzzo, formatosi attorno al cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino.
La versione de Gli Angeli è musicalmente buona, ma il testo originale
è completamente travisato. Cosa piuttosto ovvia, dato che parlava di
un ragazzo che ama travestirsi da donna (contiene il famoso verso "I'm
a boy, but my ma won't admit it"). Il testo italiano è invece
vagamente di protesta, secondo la moda del periodo, anche se poi
scivola velocemente verso una questione a due. Il brano dei Who ebbe
comunque un grande successo in UK nel 1966 (#2). |
|
La felicità |
Antoine |
Porquoi
ces canons |
Antoine |
Vedi la storia
della versione "adulterata" |
|
Le
divagazioni di Antoine |
Antoine |
Les
elucubrations d’Antoine |
Antoine |
La proposta in lingua
italiana del primo successo internazionale di Antoine, accompagnato
dal suo gruppo di allora, Les Problemes. Versione italiana di Herbert
Pagani, adattamento alla realtà italiana che cerca di
mantenere lo spirito irridente dell'originale. |
|
La sbornia (1969) |
Antoine |
Lily the Pink (1969) |
Scaffold |
Una tipica canzone da pub
"drinka, drinka, buttalo giù con una spinta" ripresa da
Antoine nel suo periodo "ludico". Proposta in origine dai
Gufi che avevano anche curato la versione italiana (vedi
qui anche informazioni sugli interpreti originali e sul significato
della canzone). |
|
Solo un momento fa |
Antonio e Corrado |
The way you look tonight |
Jerome Kern |
L'originale è uno
"standard" di Jerome Kern, interpretato nel tempo da molti
artisti, tra i quali Frank Sinatra e, recentemente, Michael Bublè. |
|
Robinson |
Apostoli |
You Know He
Did |
Hollies |
Il retro del successo
degli Hollies "Yes I Will" venne preso come base dal
complesso romano "Gli Apostoli" per il loro esordio su
etichetta Sunstar. Altra versione dai Crazy Boys, con parole
diverse. |
|
Chi mai lo sa |
Apostoli |
Where Have All the Flowers
Gone? |
Pete
Seeger |
Lato B del disco citato
sopra. In origine era uno dei più classici brani folk, portato al
successo internazionale da Joan Baez, oltre che dall'autore.
Versione italiana totalmente travisata, diventa una vicenda che
riguarda due innamorati, sono spariti i fiori e anche la denuncia
della guerra. Gli Apostoli hanno inciso anche una diversa versione
del brano, con testo di Paparazzo (il bassista del gruppo) diverso dal
precedente del paroliere Pace. Il titolo era "Sento già andar
l'estate" e quindi è probabile che anche questa versione non fosse
molto fedele. Il disco non venne comunque pubblicato per motivi non
noti. |
|
Do Wah Diddy
Diddy |
Armando Savini |
Do Wah Diddy
Diddy (1964) |
Manfred Mann |
Il itolo di
questo brano minore del band leader sudafricano attivo in UK negli
anni '60 (noto per il successo internazionale "Mighty Quinn")
era evidentemente intraducibile. |
|
Vado su in
alto |
Astrali |
Eight Miles High |
Byrds |
Esponenti del ristretto
gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di
Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.) Gli Astrali
di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di
attività tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte
all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su CD.
Oltre che per le cover dei noti brani degli Yardbirds e dei Byrds,
sono ricordati per la suite strumentale "Un Altro Viaggio
Allucinogeno", ispirata allo stile Pink Floyd di Interstellar
Overdrive. |
|
Non siamo come
voi |
Astrali |
Mr. You Are a Better Man Than
I |
Yardbirds |
Un'altra convincente proposta, più
sul versante rock, da parte degli Astrali. Testo ovviamente non
coerente con l'originale. |
|
Credi |
Astrali |
Rari |
Standells |
Altro brano contenuto nell'LP perduto degli Astrali
"Viaggio allucinogeno". L'originale era il lato B di "Dirty Water" il
maggiore successo degli Standells, un gruppo garage beat-rock di Los
Angeles. |
|
Quello che
manca |
Augusto
Righetti |
Paperback
Writer |
Beatles |
Augusto
Righetti era un cantante del periodo beat che con il suo
gruppo, Le Ombre, si era specializzato in cover e traduzioni dai
Beatles. Ha proposto anche cover di altri generi (come il celebre
brano MOR Locomotion) sempre in forma molto "libera". |
|
Non sei
dritta |
Augusto
Righetti |
Day Tripper |
Beatles |
Una delle trasposizioni
più significative e ricordate, per la disinvolta facilità con la
quale il testo complesso e allusivo dell'originale dei Beatles
(secondo molte interpretazioni "il viaggio di un giorno
solo" alludeva all'uso di droghe) diventa la fuga del
protagonista davanti a una ragazza alla quale dice "non sei
dritta come credi tu" (dritta nel senso di furba, ovviamente). |
|
Nelle tue mani |
Augusto Righetti |
We Can Work It Out |
Beatles |
Il metodo di Righetti e
dei suoi ignoti parolieri era sempre quello dell'assonanza metrica
delle parole, senza alcun tentativo di recuperarne il significato.
Vedi nel seguito le altre cover proposte dal cantante
milanese. |
|
Pioggia |
Augusto Righetti |
Rain |
Beatles |
Tutte le versioni di
Righetti risalgono al periodo 1966-'67. |
|
La tua voce |
Augusto Righetti |
And I Love Her |
Beatles |
|
|
Cara mia |
Augusto Righetti |
Run For Your Life |
Beatles |
|
|
Fammi fare un giro |
Augusto Righetti |
Drive My Car |
Beatles |
|
|
Non mi vedrai |
Augusto Righetti |
You Won't See Me |
Beatles |
|
|
Rimani soltanto tu |
Augusto Righetti |
In My Life |
Beatles |
|
|
Se restassi solo |
Augusto Righetti |
If I Need Someone |
Beatles |
|
|
La parola |
Augusto Righetti |
The Word |
Beatles |
|
|
Che cos'hai |
Augusto Righetti |
What Goes On |
Beatles |
|
|
Se abbassi gli occhi |
Augusto Righetti |
I'm Looking Through You |
Beatles |
|
|
Il paese che non c'è |
Augusto Righetti |
Nowhere Man |
Beatles |
|
|
Basta un ciao |
Augusto Righetti |
It's Gonna Be Alright |
Beatles |
|
|
Michelle |
Augusto Righetti |
Michelle |
Beatles |
|
|
Basta un ciao |
Augusto Righetti |
It's Gonna Be Alright |
Gerry & The
Pacemakers |
Anche una cover dal
gruppo rivale dei primi Beatles per l'infaticabile Augusto Righetti |
|
Vengono a
portarci via ah! ah! |
Balordi |
They're Coming to Take Me
Away, Ha-Haaa! (1966) |
Napoleon XIV |
I
Balordi non potevano che
scegliere il provocatorio brano appena arrivato ad un inatteso
successo in USA (#3 nell'estate del '66), unicamente parlato con
accompagnamento di rumori vari, e dedicato ovviamente al tema della
pazzia. L'autore ed esecutore originale si chiamava in realtà Jerry
Samuels ed era un tecnico del suono. Non riuscì, nonostante
successivi tentativi, a replicare questo successo così legato
all'effetto sorpresa. La versione dei Balordi non sfigura affatto
rispetto all'originale, ma non ebbe altrettanto successo in Italia. |
|
Gol! |
Bad
Boys |
Kicks |
Paul Revere
& The Raiders |
Il gruppo originale,
piuttosto noto nei primi anni '60, era stato formato da Paul Revere
e Mark Lindslay che venivano da un loro precedente gruppo, i
Downbeats. Loro principale successo "Just Like Me".
Sfruttando la omonimia del leader con il patriota simbolo della
indipendenza americana, si presentavano vestiti come cavalieri di
fine '700. |
|
Sono stufo di
te |
Barabba |
I Need You |
Kinks |
A parte l'impatto sonoro
decisamente minore rispetto all'originale dei grandi Kinks, questo
è un caso di testo italiano che più che stravolgerlo, è proprio
l'opposto dell'originale. Ovviamente infatti il celebre brano beat
dei fratelli Davies dichiara in vari modi "ho bisogno di te,
più di quanto gli uccelli hanno bisogno del cielo" mentre in
italiano diventa "sono stufo di te, non provo più niente per
te, va via, non ne voglio più sapere" e così via. Potenza
della metrica. |
|
Non ho capito |
Barabba |
Down Home Girl |
Rolling Stones |
Sul retro del primo singolo dei bolognesi
Barabba un'altra
cover, stavolta dai Rolling Stones. Più compatta e più valida del lato
A. |
|
Mi appartieni
ancora |
Barrittas |
Go Now |
Moody Blues |
Gruppo beat sardo degli
anni'60, front-man Benito Urgu, assieme ai fratlli Salis. Ricordati
per i tentativi di commistione sardo-beat e anche perché si
avventurarono nella Messa beat (!) con l'LP Messa
Folk. |
|
Rhonda, aiuto |
Barrittas |
Help Me Rhonda |
Beach Boys |
I Beach Boys erano
veramente fonte di ispirazione per molti complessi degli anni '60.
Fedele la versione dei Barrittas. |
|
Ritorno da te |
Barrittas |
Sunshine Of
Your Love |
Cream |
Anche il
classico dei Cream tra le proposte ai confini del rock del gruppo
sardo. |
|
Al ristorante
(1969) |
Barrittas |
Sea Of Joy
(1969) |
Blind Faith |
Il gruppo di Benito "Barritta"
Urgu e dei fratelli Salis (poi in proprio come Salis & Salis) in
una impegnativa versione di un brano del supergruppo che vedeva
assieme Stevie Winwood e Eric Clapton (con Rick Grech e Ginger Baker).
Si ignora perché dal simbolico "mare della gioia" siamo
passati a un prosaico ristorante dove il protagonista aspetta
l'amata (che non si vede).
P.S. "Barritta" in sardo significa "cappello". |
|
Non ho dormito mai |
Barrittas |
Love Potion n. 9 |
Searchers |
Alltre cover dei Barrittas |
|
Lascia in pace il mio cuore |
Barrittas |
Since You Broke My Heart |
Searchers /
Everly Brothers |
|
|
E' lei |
Baronetti |
She's My Girl |
Turtles |
L'originale era il terzo
grande hit da classifica dei Turtles, dopo Happy Together e prima di
Elenore. I Turtles, caratterizzati dagli impasti vocali dei due
front-men Howard Kaylan e Mark Volman, sono stati un gruppo pop di
grande seguito in USA nella seconda metà dei '60. I due hanno poi
raggiunto Frank Zappa nella prima formazione delle sue Mothers Of
Inventions. |
|
L'incidente |
Baronetti |
Soul Finger |
Bar-Keys |
Altra versione rispetto a
quella dei Primitives. |
|
Il sole
splenderà |
Bat Bat |
You're So
Good To Me |
Chris Farlowe |
I Bat Bat erano uno dei
gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound - il
primo gruppo di Ivan Graziani - e Tubi Lungimiranti) che si opponeva
all'allora dominante ala veneta "Verona beat" (celebrato
dai Gatti di Vicolo Miracoli nell'omonima canzone degli anni '80),
un po' come il Manchester Sound si contrapponeva al Liverpool Sound. |
|
Un marinaio |
Beans |
A
Salty Dog |
Procol Harum |
ll testo italiano travisa
come al solito pesantemente quello originale. C'è un "volto di
lei" assente nell'originale (che parla del mito del viaggio e
dell'avventura) e un marinaio invece di un capitano. Però c'è il
mare e il sale. |
|
I giorni sono
lunghi |
Beati |
A Salty Dog |
Procol Harum |
Pare che il nome del
gruppo fosse un gioco di parole (beat-i). Versione italiana diversa
da quella dei Beans e dei Camaleonti. |
|
Come vuoi che
io |
Bertas |
How Can I Be
Sure |
Young Rascals |
Una delle cover del gruppo
sardo dei Bertas, giunto alla
notorietà nel 1967 con il grande successo (n.1 in hit-parade) del
loro piacevole brano Fatalità,
ripreso poi anche da Ornella Vanoni. Negli anni '70 si dedicheranno
alla musica di tradizione sarda. |
|
Dandy |
Bertas |
Dandy (1966) |
The Kinks |
Una versione corretta, ma
con un piccolo spostamento dal quadretto ironico e satirico
dell'originale alla dimensione personale. |
|
Dondolo |
Bertas |
Sound Asleep
(1967) |
Turtles |
L'originale era un
successo mancato per i Turtles, in cerca di un cambio di rotta dopo
i primi successi commerciali. |
|
La banda |
Bertas |
A banda |
Chico Buarque
de Hollanda |
Una delle versioni del
grande successo internazionale del cantautore brasiliano, noto in
Italia soprattutto per la versione di Mina. |
|
Mi hai
perdonato lo so |
Bertas |
Tip of my
Tongue |
Grass Roots |
Un brano di P.F.Sloan. |
|
Gentarrubia |
Bertas |
I Got you Babe |
Sonny &
Cher |
Anche se
compare in molti elenchi di cover, non è a rigore una cover anni
'60, e neanche una cover in italiano, ma in lingua sarda. Incisa su
disco dai Bertas in occasione di una reunion nel 1993, ha un
arrangiamento moderno e una parentela veramente difficile da
individuare con il classico successo di Sonny & Cher utilizzato
come base. Il titolo significa "gente rossa", il nome che
viene dato in sardo ai fenicotteri che sostano nello stagno di
Cagliari, quindi anche il testo ha pochi punti di contatto con
l'originale. |
|
Tu non sai
niente dell'amor |
Big Ben's |
Please Please
Me |
Beatles |
Piuttosto che essere una
versione italiana, il brano dei Big Ben's assomiglia nella struttura
al celebre successo dei Beatles. |
|
C'è chi per
amore |
Big Ben's |
The Last time
(1965) |
Rolling Stones |
Tentativo di
proporre in italiano un rock-blues degli Stones del primo
periodo da parte dei volonterosi e temerari Big Ben's.
Inevitabile la differenza di impatto sonoro rispetto
all'originale. |
|
Una ragazza
facile |
Big Ben's |
Memphis
Tennessee |
Chuck Berry |
Ovviamente il testo
italiano non ha nulla a che vedere con l'originale (che era basato
su un tentativo di ricerca telefonica di una ragazza nella città
del titolo). Interessante però la preferenza espressa dai Big Ben's
per una "ragazza facile", che quindi "non parli di
cose serie, che non ha voglia d'essere la dolce mia metà". |
|
Nella gabbia |
Bigs |
I'll Go Crazy |
James Brown /
Moody Blues |
I Bigs erano uno dei molti
gruppi inglesi calati in Italia, in precedenza si chiamavano The
Exotics. Il brano scelto per la cover era uno dei più sfruttati
all'epoca, si trattava di un brano R&B all'origine di James
Brown, ripreso dai Moody Blues nel loro LP pre-psichedelico e
pre-sinfonico "The Magnificent Moodies" del 1966. Come in
altre occasioni dalla Inghilterra la popolarità del brano arrivò
in Italia via radio. |
|
Una che dice
sì |
Bisce |
Here, There
And Everywhere |
Beatles |
Retro del disco di esordio
de Le Bisce (La danza della morte) |
|
Lucille |
Bisonti |
Lucille |
Little Richard |
Un rock 'n roll tradizionale in versione italiana, nel
disco triplo del 1966, seconda uscita per il gruppo di Bruno Castiglia. |
|
La
casa del sole
(NB: anni '90) |
Bisonti |
The
House Of The Rising Sun |
Animals |
Altra cover del successo internazionale tratto dalla celebre
canzone dell'800 riscoperta negli anni '40 da Pete
Seeger. Solito testo totalmente stravolto.
La versione dei Bisonti, presente in elenchi di cover del celebre brano,
non è però del periodo beat, ma successiva (anni '90) e pubblicata
su un CD revival (La carica dei Bisonti, 1996). Lo dimostra
soprattutto la introduzione di chitarra elettrica, molto moderna.
Sicuramente non è stata pubblicata su singolo all'epoca.
Nonostante ciò la cover è stata oggetto di un curioso caso, legato
all'album dei Pooh Beat Regeneration del 2008, contenente cover del
periodo, tra cui questa (tornata all'attenzione negli anni 2000 anche
per essere stata la colonna sonora del film La meglio gioventù). Nei
comunicati stampa si leggeva infatti che era ripresa la "storica"
cover dei Bisonti. Mentre le uniche cover che possono essere
considerate storiche (cioè molto conosciute) sono quella dei Marcellos
Ferial e quella di Riky Maiocchi, oltre alla prima, quella di Luigi Chiocca. |
|
Manifesto
beat |
Bit-Nik |
Don't
Throw Your Love Away |
Searchers |
Brano di
"protesta" dei Bit-Nik,
basato su una canzone di tutt'altro genere dei Searchers. I Bit-Nik
erano noti per altre canzoni di protesta: Preghiera
per un amico beat e Realtà
n.1 |
|
Ho difeso il
mio amore |
Bit-Nik |
Nights
In White Satin |
Moody Blues |
Una delle molte versioni
italiane di questo successo dei Moody Blues del 1967, contenuto
nell'album Days Of Future Passed. |
|
Hello, Goodbye
(1968) |
Bit-Nik |
Hello, Goodbye |
Beatles |
Uno degli ultimi singoli
dei Bit-Nik si agganciava al successo "leggero" dei
Beatles nel periodo floreale. |
|
Dolce Delilah |
Blackbirds |
Dear Delilah (1967) |
Grapefruit |
L'originale era
l'unico relativo successo della band Grapefruit di George Alexander (Alexander
Young) gestita per un certo periodo dal manager dei Beatles Brian Epstein.
Da non confondere con la più celebre Delilah di Tom Jones. Hanno
continuato la carriera fino al 1969. |
|
Tu sei come me |
Blacks |
Hot Pastrami |
Dartells |
I Blacks erano un gruppo di Milano molto esperto, che
ha avuto a opportunità di pubblicare questo singolo per la EMI (vedi
la scheda).
L'originale era un successo del 1963, un brano strumentale, unico hit
di questo gruppo californiano guidato da Doug Phillips. Il pastrami
era un nuovo ballo. Il brano però era ripreso da un precedente motivo,
Smashed Potatoes di Nat Kendricks. |
|
San Francisco |
Bobby Solo |
San Francisco |
Scott
McKenzie |
Grande successo
internazionale ed inno mondiale ed edulcorato della "summer of
love" del 1967. Il sottotitolo americano era "Be Sure To
Wear Some Flowers In Your Hair" (assicurati di avere dei fiori
tra i capelli) in puro stile hippy. Il brano era di John Phillips,
il fondatore dei Mamas & Papas ed organizzatore del primo e
storico Monterey Pop festival. |
|
Amore mi
manchi |
Bobby Solo |
Honey |
Bobby
Goldsboro |
Un brano strappacuore
sull'amata scomparsa, citato nel libro High
Fidelity. |
|
Un ragazzo di
strada |
Bounty Killers |
I
Ain't No Miracle Worker |
The Brogues |
Un'altra versione del
brano noto soprattutto per essere stato il primo successo dei Corvi, e
poi rimasto come uno dei simboli del beat italiano. La versione dei
Bounty Killers, un gruppo della provincia di Venezia (S.Donà di Piave)
al quale si era aggiunto Mario Dotta proveniente dai Blue Boys, con
testo leggermente diverso, è stata anzi pubblicata e distribuita dalla
etichetta Robinson anche prima di quella dei Corvi, nella primavera
del 1966. (Vedi
qui il testo e altre notizie). |
|
La tua voce |
Brian |
And I Love Her |
Beatles |
Una delle molte proposte
in italiano di questo successo dei Beatles primo periodo. |
|
Dove vai? |
Brunetta |
Summer Wine |
Nancy Sinatra |
Retro del singolo "Solo per poco tempo". Brunetta aveva
iniziato la carriera nel 1960 con il suo vero nome Mara Pacini,
proponendo alcuni singoli tra cui due cover da Francoise Hardy. Come
Brunetta ha debuttato nel 1966 con il buon brano Baluba Shake, per poi
pubblicare con i suoi Balubas, poi rinominati The Sounds, altri 3
singoli nel biennio 1967-'68. |
|
Con le mie
lacrime |
Bruno
Castiglia e i Bisonti |
As Tears Go
By |
Rolling
Stones |
Anche questo gruppo beat
italiano (poi semplicemente "I Bisonti") si è cimentato
con la cover in italiano del celebre brano scritto da Jagger e
Richards per Marianne Faithfull, sulla scia dell'auto-cover degli
stessi Stones. |
|
Lucille |
Bruno
Castiglia e i Bisonti |
Lucille |
Little Richard |
L'originale era un
notissimo classico del rock 'n roll. |
| Garibaldi Blues |
Bruno Lauzi |
Fever |
Molti interpreti, tra cui i
Platters |
Una garbata
presa in giro ("Garibaldi aveva un socio, si chiamava Nino Bixio, venne giù
da Busto Arsizio, e nei Mille si arruolò...") della retorica risorgimentale
che annoiava gli studenti di un tempo (ora il problema è risolto, a scuola
praticamente il Risorgimento si salta). L'originale è un classico blues
proposto da molti, e anche recentemente da quella splendida interprete di
cover che è stata Eva Cassidy. |
|
Settembre sì |
Bruno Martino |
September Morning |
Neil Diamond |
L'originale è stato un cavallo di battaglia anche per
Frank Sinatra. |
|
La ragazza di Ipanema (1965) |
Bruno Martino |
Garota de Ipanema |
Antonio Carlos Jobim |
Una valida versione, anche se non può rivaleggiare con
l'originale, la più famosa canzone di Jobim e De Moraes e anche una
delle canzoni più belle di tutti i tempi. |
|
Smile |
Bruno Martino |
Smile |
Charlie Chaplin |
Una diversa versione del classico di Chaplin rispetto
alla più nota "Se mai". Il testo italiano era di Ardo. Negli anni
'60 la canzone era stata riportata all'attenzione da una
interpretazione di Timi Yuro. |
|
Plein Soleil (1966) |
Bruno Martino |
Plein Soleil |
Gilbert Becaud |
Anche per la nota canzone di Becaud il crooner italiano
ha preparato una versione nella nostra lingua. Traduzione italiana
di A. Testa. |
|
La
linea verde |
Bushmen |
Somebody Help
Me |
Spencer Davis
Group |
Anche la canzone -
manifesto della linea verde
era una cover. L'originale era stata composta da Jackie Edwards già
autore della celebre "Keep On Running", un altro successo
del gruppo blues-soul nel quale aveva debuttato Stevie Winwood.
Testo ovviamente del tutto cambiato nella versione italiana. |
|
Ti giuro è
così |
Califfi |
You Really Got
Me |
Kinks |
I Califfi
erano uno dei gruppi storici del beat italiano. Qui impegnati con
qualche affanno nello storico brano dei Kinks, prototipo di tutto
l'hard-rock a venire. |
|
Così ti amo |
Califfi |
To Love
Somebody |
Bee Gees |
La cover del successo
internazionale dei Bee Gees (un brano super-sentimentale post-beat)
è stata anche il maggiore successo italiano per i Califfi. |
|
Chiuso con
tutti |
Califfi |
Close Another
Door |
Bee Gees |
|
|
Torna a me |
Califfi |
Look Away |
Spencer Davis Group |
Retro di "Chiuso con
tutti", il disco immediatamente successivo (un mese dopo) al
grande successo dei Califfi "Così ti amo". |
|
La fiera del
perdono |
Califfi |
Scarborough
Fair |
Simon &
Garfunkel |
Cover dai Califfi della
celebre ballata del duo americano, inserito nell'allora nascente
recupero del folk inglese. |
|
I
pensieri di Davjack |
Califfi |
The Thoughts
Of Emerlist Davjack |
Nice |
Contenuto
nel primo LP dei Califfi, uscito nel 1969. testimonianza
anticipatrice dell'interesse dei Califfi (ed in particolare del
leader Franco Boldrini) per il nascente progressive, che si
concretizzerà negli anni '70, con l'album "Fiore di
metallo" (1973). |
|
Forse
cambierà |
Califfi |
When The
Swallows Fly |
Bee Gees |
Anche questa cover era
nell'LP del 1969. |
|
Sha–La–La–La–La
(1965) |
Camaleonti |
Sha–La–La–La-La |
Manfred
Mann / Shirelles |
Una delle prime proposte
discografiche dei Camaleonti (vedi la copertina). |
|
Tu credi in me (1965) |
Camaleonti |
And My Baby’s
Gone |
Moody Blues |
Uno dei primi
brani del gruppo inglese che poi darà il via, assieme ai Procol
Harum, al fenomeno del progressive rock, introducendo l’uso
di nuovi strumenti (il mellotron per i Moody Blues, l’organo per i
Procol Harum); qui era ancora tutto beat, con solo un breve muggito di
organo. Retro di Sha La La La La. |
|
Non sperarlo più
(1965) |
Camaleonti |
If You Gotta Go, Go
Now |
Manfred Mann |
Contenuta nell'LP
(dal titolo si suppone ironico) The Best Record In The World del 1965. |
|
Uno solo di noi
(1965) |
Camaleonti |
Must To Avoid |
Herman’s Hermits |
Contenuta nell'LP
The Best Record In The World del 1965. |
|
I capelloni (1966) |
Camaleonti |
Over And Over |
Dave Clark Five
(1965) / Bobby Day (1958) |
Uno degli inni alla principale
forma di protesta della generazione beat in Italia: portare i capelli
lunghi. Ovviamente il brano originale dei Dave
Clark Five (base anche per un'altra versione adulterata, questa
volta francese: "In fila indiana" di Sacha Distel) non parlava
affatto di capelli lunghi, ma di un fortunato incontro in un party noioso.
(Testo originale).
Nella versione italiana diventa "i capelloni son qui ... per fare
chiasso la notte e il dì...".
I Dave Clark Five avevano a loro volta ripreso un hit degli anni '50 del
cantante doo wop Bobby Day,
riportandolo alla popolarità. |
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Io lavoro (1966) |
Camaleonti |
We've Gotta Get
Out Of This Place |
Animals |
Retro di "I
capelloni", assieme a "Come mai" (disco tris) |
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Come mai?! (1966) |
Camaleonti |
Get Off Of My Cloud |
Rolling Stones |
Una versione modesta, che cerca
di ritrovare in qualche modo l'energia dell'originale, lottando contro la
idiosincrasia tra la lingua italiana e il blues-rock. |
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Se ritornerai (1966) |
Camaleonti |
Norwegian
Wood |
Beatles |
Temeraria operazione di Maiocchi
e compagni su uno dei brani più complessi dei Beatles. Pubblicata
solo in edizione juke-box. |
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La libertà (1966) |
Camaleonti |
Last Train To
Clarksville |
Monkees |
I Monkees erano un gruppo beat
americano fortemente spinto dalla RCA come risposta americana ai Beatles.
Loro grande successo anche in Italia: I'm A Believer (Sono bugiarda della
Caselli). Questo brano era un rock blues piuttosto valido, poi diventato
un piccolo classico. |
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Non c’è più
nessuno (1966) |
Camaleonti |
A Groovy Kind Of
Love |
Wayne Fontana and
the Mindbenders |
L'originale, di un gruppo pop UK
dei primi anni '60, è noto per un particolare curioso (e successivo): la
forte assonanza con un successo di Ivan Graziani degli anni '70 (Agnese
dolce Agnese). Retro di La libertà. |
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Lo stesso giorno, la
stessa ora (1967) |
Camaleonti |
There’s No Livin’
Without Your Lovin’ |
Peter & Gordon |
Duo inglese
prodotto dai Beatles, il loro stile era una fotocopia del quartetto di
Liverpool. |
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Il mare non racconta
mai (1967) |
Camaleonti |
I Go To Pieces |
Peter & Gordon |
Retro del singolo
Alla nostra età, pubblicato anche lato A in versione juke-box. |
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La mia voce (1967) |
Camaleonti |
When You Walk In The
Room |
Jackie DeShannon |
Un'altra cover del brano portato
al successo n Italia dai Rokes (C'è una strana espressione nei tuoi
occhi). Il testo è lo stesso
usato anche dai New Dada.
Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967. |
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Credo (1967) |
Camaleonti |
He
Can Win |
Moody Blues |
Singolo del 1967.
Pubblicata anche sull'LP Portami tante rose dello stesso anno. |
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Ci vuole poco (1967) |
Camaleonti |
Come On Home |
Dave Clark Five |
Retro di Credo. |
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Senza di te che
farò (1967) |
Camaleonti |
It’s A Man’s,
Man’s World |
James Brown |
Versione decisamente più
regolare di quella di Ghigo Agosti, ma meno fedele all'originale. |
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Non vivo da re
(1967) |
Camaleonti |
When
I Come |
Spencer Davis Group |
Contenuta nell'LP
Portami tante rose del 1967. |
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L'ora dell'amore
(1967) |
Camaleonti |
Homburg |
Procol
Harum |
Successo annunciato sia in UK
sia in Italia per la cover italiana dell'atteso seguito del successo planetario A
Whiter Shade Of Pale, il brano anticipatore del genere progressive. |
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Io per lei (1968) |
Camaleonti |
To Give |
Frankie Valli |
Un brano del secondo periodo dei
Camaleonti, gestione
Lavezzi-Cripezzi, ormai passati decisamente al genere melodico. |
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Un angelo in più |
Camaleonti |
A
Salty Dog |
Procol Harum |
Una versione ancora meno fedele
di quella dei Beans. La registrazione è molto successiva ed è inclusa in
un CD del 2001 dei Camaleonti. |
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Un uomo
qualunque |
Camaleonti |
Melancholy Man |
Moody Blues |
Una cover del
1971, testo italiano di Bruno Lauzi. |
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Donna |
Capricorn
College |
Woman |
John Lennon |
Una cover evidentemente
anni '70. |
| Potrai fidarti di
me (1962) |
Carmen Villani |
You Can Depend On
Me |
Brenda Lee (1961) |
Una delle
cover del primo periodo di Carmen Villani, all'inizio interprete, se non di
area beat, sicuramente orientata al pubblico giovane. Ha proposto negli anni
'60 anche una canzone di "protesta"
originale: Mille chitarre. |