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I Voyager, i messaggeri che stanno portando nello spazio profondo il nostro messaggio sull'uomo, il suo mondo e le sue opere, sono in viaggio dal 1977 e si stanno avvicinando allo spazio interstellare. Nelle sezioni seguenti le premesse e i fatti salienti della loro storia. |
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Siamo soli nell'universo? / Le distanze interstellari / La missione Voyager / Il messaggio: Golden Phonograph Record / Il ritrovamento / L'elenco dei contenuti |
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Un classico dubbio dell'uomo è
sintetizzabile nel quesito: "siamo soli nell'universo?". Secondo il calcolo delle probabilità,
una forma di vita extra-terrestre in un universo, se non infinito, comunque
infinito per noi, ci deve essere per forza. Se la spiegazione della nascita
della vita è quella elaborati dai biologi come Charles
Monod, il passaggio del ciclo di carbonio da materia inanimata a
materia che si può ricombinare e generare nuova materia è legato a condizioni
particolari, molto rare, ma possibili. E poi esistono, anche su questa terra, organismi vitali basati non sul ciclo del carbonio, ma su altri cicli,
come il ciclo dello zolfo usato dai vermi giganti che vivono sui vulcani sottomarini in fondo all'Atlantico. Ma in un
universo di immensa vastità la possibilità che un evento raro, ma a
probabilità non nulla, si verifichi più di una volta, è superiore a zero. Se
poi l'universo fosse infinito (e nel tempo lo è sicuramente) la probabilità
sarebbe giocoforza pari ad 1. |
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Naturalmente una forma di vita, se evoluta, sentendosi sola, cercherebbe di cercarne altre esplorando lo spazio, e quindi incrementerebbe la probabilità di un incontro. E così si potrebbero spiegare gli UFO, anche se resterebbe da spiegare perché non è stato mai stabilito un contatto con essi. |
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Certo se gli alieni invece aspettano che li cerchiamo noi, per ora non sono messi bene, abbiamo rallentato e quasi sospeso negli ultimi trent'anni le esplorazioni a vasto raggio, non abbiamo ancora iniziato la esplorazione con astronauti del nostro sistema solare né stabilito basi fisse fuori dalla nostra atmosfera (nel film del 1968 di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello spazio, nel 2001, appunto, c'erano basi sulla Luna e stava partendo una missione per Giove, però non c'erano i telefonini), e non abbiamo ancora in servizio astronavi in grado di viaggiare a spinta continua per l'intero percorso, ma viaggiamo nel nostro sistema (per ora, con esseri umani a bordo, soltanto sino alla Luna) sfruttando la forza di gravità (la cosiddetta "fionda di gravità"). Problematica non è solo la velocità (vedi tabella) ma anche l'energia necessaria per mantenere in funzione i motori per l'intero viaggio. |
| Km/sec | Km/h | Mach | Veicolo | Anno | Note |
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8,32 |
29.940,00 |
24,25 |
Sputnik-1 |
1957 |
La velocità al perigeo del primo satellite artificiale lanciato dall'uomo. |
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11,08 |
39.895,00 |
32,31 |
Apollo-10 |
1969 |
La più alta velocità raggiunta da un veicolo con persone a bordo (in fase di rientro). |
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7,82 |
28.162,75 |
22,81 |
Space Shuttle |
1981 |
La velocità massima del mezzo di trasporto spaziale ad oggi più utilizzato per l'esplorazione dello spazio. |
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16,21 |
58.356,00 |
47,26 |
New Horizons |
2006 |
Velocità massima dei satelliti NASA di ultima generazione lanciati verso Plutone e l'esterno del sistema solare. |
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40,00 |
144.000,00 |
116,62 |
Progetto 242 |
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Progetto 242 di Carlo Rubbia
per un motore ad Americio 242. |
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Con la tecnologia a propulsione chimica (messa a punto dai tedeschi durante la II guerra mondiale, dallo scienziato Von Braun, e poi utilizzata sia dai russsi sia dagli americani) abbiamo necessità di tempi molto lunghi ed investimenti ingenti per esplorare il nostro stesso sistema solare (che sappiamo comunque essere disabitato, ma almeno un pianeta, Marte, sarebbe abitabile per noi). La stella più vicina dotata di un sistema planetario, Alpha Centauri, che si trova a 4,2 anni luce, è inconcepibilmente lontana e non potrebbe essere raggiunta in tempi compatibili con il nostro ciclo biologico con questo sistema di spostamento. |
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Un motore a spinta
continua (motore nucleare o ad Americio 242) è stato progettato dal fisico e premio Nobel
Carlo Rubbia, questo propulsore consentirebbe un viaggio effettivo (in linea retta) a 40 Km/s
ed oltre, con un carico di propellente gestibile. Se fosse realizzato consentirebbe di esplorare effettivamente il nostro
sistema solare (per esempio si potrebbe arrivare su Marte in un mese circa),
mentre arrivare su Alpha Centauri sarebbe ancora un problema insolubile, alla velocità
ipotizzata occorrerebbero oltre 30 mila anni. |
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Un moltiplicatore di velocità (nella ipotesi che successive versioni del motore ad americio consentano prestazioni di molte volte superiori) può essere rappresentato dalle astronavi abitate da più generazioni di astronauti, quindi attrezzate come un piccolo pianeta, oppure (in alternativa o in parallelo) da tecniche di ibernazione degli astronauti. |
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(Per approfondimenti tecnici si può consultare il portale astronautica di Wikipedia, oppure Coelestis, il portale italiano di astronomia e astronautica, che comprende anche un documentato forum) |
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L'uomo però ha tentato lo stesso di realizzare un contatto, affidandosi ad un sistema ancora più antico, la probabilità inversa ovvero il "messaggio nella bottiglia". I messaggeri sono quattro sonde spaziali lanciate durante il programma di esplorazione dei pianeti esterni del nostro sistema, Pioneer 10 e 11 e Voyager 1 e 2. Ad esse è stato affidato un messaggio: la presentazione del nostro pianeta e della nostra forma di vita evoluta, sotto forma di un disco fonografico (nei Voyager) nel quale sono codificate immagini, suoni e musiche. Queste piccole astronavi, avamposto della nostra tecnologia nello spazio, dopo le loro missioni di esplorazione di Giove e Saturno alla fine degli anni '70 hanno continuato il viaggio verso lo spazio esterno, e la più lontana di esse (Voyager 1) si trova ora prossimo ai limiti esterni del nostro sistema solare, avendo raggiunto a fine 2009 la distanza di 112 unità astronomiche dal sole (1 Unità astronomica = distanza media dal sole alla terra, pari a ca. 15 milioni di chilometri). Voyager 1 è quindi ora l'oggetto prodotto dall'uomo che si trova più distante dalla nostra Terra, e dovrebbe superare il bordo esterno del sistema solare (la eliosfera) entro il 2020, per inoltrarsi quindi nello spazio interstellare, primo oggetto creato dall'uomo ad entrare in una zona del cielo dove cessa l'effetto del nostro sole (e di qualsiasi altra stella). |
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Il Voyager 2 (clicca per
ingrandire). |
Le sonde continuano a trasmettere grazie alle batterie solari di cui sono dotate e sono in comunicazione con il centro di controllo tramite il più potente dei radiotelescopi della DSN (Deep Space Network) della NASA, che invia comandi con un ritardo di pari al numero di ore / luce che separa le astronavi dalla Terra (a fine 2004 Voyager 1 era a 11,5 ore / luce dalla terra). In questa fase stanno eseguendo la seconda parte della missione, la esplorazione del bordo del sistema solare e degli effetti del superamento della barriera esterna della eliosfera. La terza fase sarà la esplorazione dello spazio esterno se, come si prevede, almeno Voyager 1 riuscirà a superare il bordo del sistema solare (la eliopausa) e lo shock dei contrastanti venti solari e interstellari entro il 2020, anno dopo il quale l'energia elettrica residua non sarà sufficiente per eseguire i comandi e trasmettere le informazioni. |
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I Voyager ci hanno inviato immagini mai viste dei pianeti più remoti, ma le più impressionanti sono le immagini del nostro sistema dall'esterno, ottenute rivolgendo le fotocamere all'indietro, immagini uguali a quelle che potrebbe vedere un ipotetico visitatore del nostro sistema solare, avvicinandosi ad esso. Dopo la uscita dal sistema solare ed il probabile distacco dal centro di comunicazioni i Voyager si dirigeranno verso altri sistemi solari; le loro traiettorie sono divergenti, Voyager 1 tra 40.000 anni sarà in vista dell'Orsa Minore, Voyager 2 sarà in vista della costellazione di Andromeda, e passerà a 1,7 anni luce da una stella minore della costellazione, Ross-248. |
Giove fotografato da Voyager 1 in vista del grande pianeta. (Archivio NASA) |
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La missione Pioneer |
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Le stazioni Voyager non sono le uniche dirette verso lo spazio esterno, sono state precedute dalle più "antiche" stazioni Pioneer 10 e 11, che sono però ormai sole nello spazio. Pioneer 10 infatti, l'ultima a mantenere il contatto, ha cessato di rispondere ai comandi a gennaio del 2003 (con Pioneer 11 il contatto si era interrotto nel 1995). |
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Dove si trovano ora i Voyager |
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Le sonde Voyager 1 e 2 sono state lanciate nel 1977, per sapere a che punto sono del loro lungo viaggio diretto verso la galassia che ospita il nostro sistema solare, e per ogni altra informazione sui Voyager si può consultare il sito della NASA dedicato a questa storica missione tuttora in corso. Quando è stata inserita questa pagina,
a dicembre 2004, Voyager 1 si trovava a 94 AU dal sole, nel 2012, ultimo
aggiornamento della pagina, si trova a 121 AU. Voyager 2 nel 2012 si trova a 99
AU dal sole. Sul sito della Nasa si può consultare anche il Voyager Weekly Report che è il diario di bordo con i comandi inviati e le interazioni con le due navicelle spaziali. L'ultimo alla data di aggiornamento di questa pagina era ad aprile 2012 e tutto funzionava correttamente. |
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Il messaggio: Golden Phonograph Record - Murmurs of Earth |
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Il messaggio a bordo dei Voyager è
costituito da un disco d'oro (Golden Phonograph Record) contente il sistema
periodico degli elementi e le altre informazioni chiave sul nostro ciclo
biologico e sulla posizione del nostro pianeta nel cosmo, una ricca galleria di
immagini sulla nostra terra, e la registrazione di
un messaggio in 55 lingue e di musiche di tutti i continenti, e altre
informazioni scientifiche. |
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La cover del Golden Phonograph Record (clicca per ingrandire - Archivio NASA) |
La scelta delle informazioni e tutta la organizzazione del disco è stata curata da una commissione di scienziati, coordinata da Carl Sagan, che già aveva ideato la semplice placca delle stazioni Pioneer. Sagan, uno scienziato che ha collaborato con la NASA sin dal 1950, a supporto di innumerevoli programmi e missioni, scomparso nel 1996, è stato anche il co-fondatore e presidente della Planetary Society, dedicata allo studio dei pianeti e delle ipotesi di vita extra-terrestre. In un libro da lui curato, Murmurs of Earth (Mormorii della terra), ha raccontato la genesi e gli scopi della iniziativa e le motivazioni delle scelte fatte per i materiali iconografici, sonori e musicali inseriti nel disco. |
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Il disco è organizzato dal punto di
vista logico in tre sezioni: Le prime due sezioni sono riportate sul disco sotto forma di immagini, codificate con tecnica simile a quella televisiva su più linee (più o meno come il Laserdisc analogico), mentre suoni e musiche sono registrate con la tecnologia del microsolco (ancora analogica, quindi). Insieme al disco è fissata sulla astronave anche la testina di lettura ed è stato ideato un sistema per guidare gli eventuali ritrovatori alla decodifica del contenuto. Il contenuto dettagliato, frutto del lavoro della commissione (Carl Sagan, Frank Drake, Ann Druyan, Timothy Ferris, Jon Lomberg e Linda Salzman Sagan), riportato nel libro citato sopra Murmurs of Earth, è elencato nel seguito. |
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Il Golden Record fissato sulla sonda Voyager |
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Un film di qualche anno fa ipotizzava un esito disastroso: grazie alle informazioni contenute nel disco alieni ostili conquistavano la terra (ovviamente in modo estremamente cruento). Sagan obiettava a chi segnalava la pericolosità di lasciare queste tracce nell'universo (anche eminenti premi Nobel gli scrissero, prima che l'operazione fosse avviata) che non sarebbe stato quello sperduto messaggio il pericolo. Ben altri e ben maggiormente intercettabili sono i segnali di vita intelligente che mandiamo. Sono le trasmissioni radio e video continue che potenti radiotelescopi possono sicuramente captare, e dalle quali sono ricavabili informazioni sul nostro mondo altrettanto dettagliate. |
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Un extra-terrestre che, sfidando la probabilità praticamente nulla di questo evento, ritrovasse la placca o il disco dovrebbe essere abbastanza evoluto da avere le nostre stesse informazioni di base. Naturalmente dovrebbe condividere alcuni dei cinque sensi con noi, in primo luogo la vista e l'udito, o ricavarne comunque in qualche altro modo le informazioni, che appunto sono solo visuali e sonore. Potrebbe quindi riconoscere la provenienza della astronave collocando il sole nella mappa spaziale, poi i processi chimici basilari che governano il nostro mondo, poi la struttura dell'organismo dei suoi creatori, leggendo la struttura del DNA e mediante le informazioni sul nostro ciclo riproduttivo, infine l'aspetto del nostro mondo, quello civilizzato e creato dall'uomo - le città, le case - e quello creato dalla natura. Potrebbe conoscere l'aspetto dell'uomo e della donna e anche le opere che è in grado di creare, delle quali il disco contiene una selezione, limitatamente al campo della musica. Potrebbe non essere evidente che si tratta di opere artistiche, quindi prive di una utilità pratica, e gli ipotetici scienziati extra-terrestri potrebbero elaborare raffinate teorie per spiegare l'utilizzo di quei suoni chiamati "musica" copiosamente inseriti nel disco. |
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Sarebbe in ogni caso un autentico scrigno di informazioni e anche una chiave di accesso al nostro mondo, perché una volta decodificata la prima chiave, la posizione nell'universo, captando le onde radio gli extra-terrestri potrebbero mettersi in ricezione e ricavare innumerevoli altre informazioni su di noi, naturalmente se il ritrovamento avvenisse nella stessa finestra temporale che vede il nostro mondo e il nostro sistema solare ancora vivi. |
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Potrebbero teoricamente anche mettersi in contatto con noi, naturalmente con messaggi radio, facendo all'indietro, in un tempo incomparabilmente più breve, il lungo tragitto dei due Voyager. |
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La massima che guida il lavoro è tratta da un antico testo assiro-babilonese, attribuito al re Esarhaddon, che visse nel settimo secolo avanti Cristo: |
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"I had monuments made of bronze, lapis lazuli, alabaster . . . and white limestone . . . and inscriptions of baked clay . . . I deposited them in the foundations and left them for future times. " |
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La presentazione del contenuto è poi lasciata alle due massime autorità mondiali e nazionali (per quanto riguarda gli USA) nel 1977, vale a dire il segretario dell'ONU Kurt Waldheim e il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter: |
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As
the Secretary General of the United Nations, an organization of 147 member
states who represent almost all of the human inhabitants of the planet
Earth, I send greetings on behalf of the people of our planet. We step out
of our solar system into the universe seeking only peace and friendship,
to teach if we are called upon, to be taught if we are fortunate. We know
full well that our planet and all its inhabitants are but a small part of
the immense universe that surrounds us and it is with humility and hope
that we take this step. |
Come Segretario Generale delle Nazioni Unite, una organizzazione di 147 stati membri che rappresenta praticamente tutti gli abitanti umani del pianeta Terra, io mando questo messaggio di augurio per conto della gente del nostro pianeta. Facciamo un passo fuori dal nostro sistema solare verso l'universo soltanto in cerca di pace ed amicizia, per insegnare se saremo chiamati a farlo, per imparare se saremo fortunati. Sappiamo bene che il nostro pianeta ed i suoi abitanti sono solo una parte dell'immenso universo che ci circonda ed è con umiltà e speranza che ci accingiamo a questo passo. |
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Kurt Waldheim - Secretary General, United Nations |
Kurt Waldheim - Segretario Generale, Nazioni Unite |
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This
Voyager spacecraft was constructed by the United States of America. We are
a community of 240 million human beings among the more than 4 billion who
inhabit the planet Earth. We human beings are still divided into nation
states, but these states are rapidly becoming a single global civilization. |
Questa
nave spaziale Voyager è stata costruita dagli Stati Uniti d'America.
Siamo una comunità di 240 milioni di esseri umani tra oltre 4 miliardi di
abitanti del pianeta Terra. Noi esseri umani siamo ancora divisi in
nazioni, ma queste nazioni stanno rapidamente diventando una unica
civiltà globale. Noi lanciamo questo messaggio nel cosmo. E' probabile
che continui ad esistere anche per un miliardo di anni nel nostro futuro,
quando la nostra civiltà potrebbe essere profondamente cambiata e la
superficie della Terra ampiamente modificata. Dei 200 milioni di stelle
della galassia Via Lattea, alcune - forse molte - possono avere pianeti
abitati e civiltà in grado di esplorare lo spazio. Se una di queste
civiltà intercetta il Voyager e riesce a comprendere il contenuto della
registrazione, ecco il nostro messaggio: |
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Jimmy
Carter |
Jimmy Carter - Presidente degli Stati Uniti d'America |
Immagini (Documentazione scientifica, fotografie) |
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Nel seguito è riportato l'elenco completo (in inglese) della prima sezione, contenente un'ampia documentazione iconografica. |
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| David Harvey Woodfin Camp Inc. |
Ruby Mera, UNICEF | Ray Manley, Shostal Associates | United Nations |
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Calibration Circle |
Musiche e suoni del pianeta Terra: gli auguri |
The Music and Sounds of Earth: Greetings |
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Greetings from the Secretary General of the UN |
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Greetings in 55 languages: |
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Whale Greetings |
Musiche e suoni del pianeta Terra: i suoni e i rumori |
The Music and Sounds of Earth: The Sounds of Earth |
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Music of the Spheres |
Musiche e suoni del pianeta Terra: la musica |
The Music and Sounds of Earth: Music |
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Bach, Brandenburg Concerto No. 2 in F.
First Movement, Munich Bach Orchestra, Karl Richter, conductor. 4:40 |
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© Alberto Truffi Novembre 2004 / Revisioni: Aprile 2008 (chiarite e integrate le considerazioni sulle velocità e tempi di percorrenza per i viaggi interstellari) - Agosto 2012 (aggiornamenti e integrazioni con le nuove informazioni disponibili) / Osservazioni, dubbi? Scrivi a: Musica & Memoria |
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