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Pentangle |
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Come sezione ritmica raggiunsero i Pentangle due tra i più apprezzati jazzisti inglesi del periodo, il bassista acustico Danny Thompson e il batterista Terry Cox. |
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La accoglienza del pubblico fu buona, per un prodotto così raffinato. Da tenere presente infatti la differenza di suono che era data dalla sezione ritmica, che spezzava e variava i ritmi come nel jazz, creando sconcerto in chi era (ed è) abituato al supporto metronomico del rock, nonché il ricorso a strumenti acustici, nell'era del trionfo della chitarra elettrica con distorsore. |
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I testi dei Pentangle |
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Jacqui McShee |
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John Renbourn |
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Bert Jansch |
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Discografia sintetica |
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1968 |
The Pentangle (Reprise) |
LP e CD |
Il disco di esordio, riprende alcune composizioni di Jansch e Renbourn. |
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1968 |
Sweet Child (Reprise) |
Doppio LP e CD (singolo e doppio) |
Doppio LP. Il primo disco contiene registrazioni effettuate il 29 giugno 1968 al Royal Festival Hall, a Londra, il secondo disco è di registrazioni in studio. La prima edizione su CD, su un solo dischetto, era mutilata di tre brani (gli ultimi due della raccolta e Good Bye Pork Pie Hat). La successiva, su due dischetti, è completa e contiene anche diverse "bonus tracks". |
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1969 |
Basket of Light (Edsel) |
LP e CD |
Il disco di maggiore successo del gruppo, conteneva il singolo Light Flight. |
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1970 |
Cruel Sister (Reprise) |
LP e CD |
Il disco, tutto di traditional, nel quale viene introdotta la chitarra elettrica stile Fairport Convention, nella lunga suite Jack Orion. |
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1971 |
Reflection (Reprise) |
LP e CD |
Il disco che contiene la splendida versione del traditional Will The Circle Be Unbroken? e per il resto soprattutto composizioni originali. Probabilmente il miglior risultato del gruppo per l'equilibrio complessivo che raggiunge la loro particolare proposta musicale. |
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1972 |
Solomon's Seal (Reprise) |
LP, ripubblicato su CD nel 2004 |
L'ultimo disco del gruppo in attività. Per anni introvabile, si pensava che si fossero persi i master, poi è stato ripubblicato. Livello molto elevato, anch'esso è considerato ed è da considerare ai vertici della produzione dei cinque musicisti. |
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1966 |
History Book (Antologia, Reprise) |
Solo LP, mai pubblicato su CD |
Una ottima antologia, pubblicata a ridosso degli anni d'oro del gruppo inglese, contiene anche brani tratti dai progetti solistici di alcuni dei musicisti. L'antologia è del 1973. |
| 1969 1972 |
Live at BBC (Band Of Joy) |
CD |
Contiene numerose sessioni registrate dal vivo tra il 1969 e il 1972 alla radio inglese BBC , dove il gruppo, dal repertorio estremamente ampio, era spesso ospite. Il CD è stato pubblicato nel 1995. |
| 1968 1972 |
The Lost Broadcasts (Hux Records) |
CD |
Contiene ancora altre sessioni, tra cui versioni inedite ed una canzone mai pubblicata su disco, ritrovate in tempi ancora successivi negli archivi della BBC e presso un collezionista (registrate direttamente dalla radio). Il CD è uscito nel 2004. |
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Gli altri gruppi del folk-rock inglese |
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Negli stessi anni in cui i Pentangle sviluppavano
il loro percorso musicale, in Inghilterra nasceva e aveva un piccolo successo
(con riflessi anche in USA) il movimento folk-rock inglese, che si proponeva
l'obiettivo di recuperare in chiave contemporanea il patrimonio della musica
popolare delle isole britanniche. Oltre ai Pentangle, soltanto altri due gruppi
possono essere considerati parte del movimento, i
Fairport Convention e gli
Steeleye Span. Altri gruppi, in particolare
i Traffic con il capolavoro
John Barleycorn Must Die hanno recuperato
brani della tradizione, ma sono state eccezioni nella loro produzione, o altri
ancora, come gli Strawbs, si ispiravano
nelle composizioni a melodie elisabettiane o popolari. Inoltre anche nel Regno
Unito operavano interpreti specializzati nel recupero della tradizione, come
Anne Briggs e Martin
Carthy (che raggiungerà proprio gli Steeleye Span), che beneficiavano in quegli anni di un ritorno di interesse
per la loro ricerca, oppure i Watersons, che
sono stati forse il prototipo del gruppo folk degli anni '60. |
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La produzione discografica prima dei Pentangle |
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I due chitarristi dei Pentangle Jansch e Renbourn avevano già alle spalle diverse esperienze discografiche. Inoltre, hanno anche registrato alcuni album in parallelo all'impegno con il gruppo. Per un quadro completo della vicenda dei Pentangle includiamo anche l'elenco questi altri album. |
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John Renbourn
Bert Jansch 1969 Birthday Blues (Demon) |
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Sono tutte opere di grande qualità. Volendo consigliare qualcuno degli album si possono sicuramente riscoprire Bert and John, Sir John Alot, il primo di Jansch del '65, Jack Orion, Birthday Blues.
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A metà degli anni '80 quattro dei cinque componenti dei Pentangle hanno deciso di riprendere la strada assieme, di ripensare alla loro formula musicale e riproporla, arricchita del molto che era emerso nel mondo della musica negli oltre dieci anni che erano passati. Mancava nella reunion il solo John Renbourn, che aveva preferito perseverare nella sua scelta di rigore blues e folk. Producevano così altri cinque album originali di ottimo livello nei successivi 8 anni, proponendo una versione con variazioni e arricchimenti della loro originale formula musicale, per un pubblico ormai esplicitamente di nicchia. 1985
Open the Door (Varrick) Gli appassionati del
gruppo sono ovviamente legati ai primi storici sei album e alla magia della
scoperta della loro musica. I successivi non sono però affatto trascurabili,
anche se la uscita progressiva della classica sezione ritmica jazz li rende man
mano meno originali, oltre che un gruppo ruotante ormai attorno ai soli Jacqui
McShee e Bert Jansch. L'album migliore di questa fase, secondo la critica, è
proprio il primo, Open the Door. |
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Altre informazioni |
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Vedi anche: Copertine degli album dei Pentangle / Tutte le canzoni / Album fotografico |
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© Musica & Memoria - Febbraio 2003 / Ottobre 2004 / Gennaio 2005 / Maggio 2005 / Giugno 2007 (Nuove trascrizioni disponibili) / Ottobre 2007 (folk-rock inglese) / Ottobre 2007 II (Prima dei Pentangle, Il ritorno) / Settembre 2010 (Altre foto) |
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