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Gli spartiti |
Oltre che tramite i dischi a 45 giri la notorietà
delle canzoni anni '60 passava anche per gli spartiti,
strumento di lavoro, ma anche oggetto del desiderio, per le migliaia di
complessi beat che affollavano l'Italia del
boom.
Dopo le copertine - una
selezione è da tempo presente sul sito - pubblichiamo per la prima volta
(crediamo) le riproduzioni delle copertine di una galleria di spartiti originali degli anni '60,
gentilmente messe a disposizione del sito (e di tutti i navigatori) da Franco
Sanna del gruppo Sopralenote.
(Leggi la testimonianza di
Franco)
Vedi anche: Spartiti parte seconda / Spartiti parte terza / Spartiti parte quarta / Covers / Complessi beat / Beat e canzoni di protesta / Testi canzoni
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Una galleria di spartiti |
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Applausi |
Caterina Caselli
- Sono bugiarda |
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Io mi fermo qui |
Bang Bang e i numerosi
interpreti italiani |
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| Un angelo blu Equipe 84 |
In fondo al viale Gens |
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Tema I Giganti |
Una ragazza in due I Giganti |
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| La playa Marie Laforet |
Una bambolina che fa no, no, no Michel Polnareff |
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E' la pioggia che va Ma i due sulla destra chi sono? Non sembrano proprio Charlton e Posner. Eppure sono proprio loro, imberbi, nel 1965. Vedi anche: Discografia dei Rokes. |
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| Con le mie
lacrime (Versione italiana di As Tears Go By) Rolling Stones |
Gimme Some Lovin' Spencer davis Group (Versione italiana dei New Dada) |
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Pioggia (versione italiana di Rain dei Beatles, proposta tra gli altri da Augusto Righetti) |
Il retro
dello spartito di Michel Polnareff con una breve biografia del cantautore francese. Viene messo in chiaro per prima cosa che Polnareff è praticamente nato capellone, e poi che è più precoce di Mozart. Comunque è appurato che ora è un beatnik, ma d'altra parte l'altro suo grande successo del periodo era proprio Beatnik (in italiano La lezione del capellone). |
| Continua ... | |
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Un oggetto del desiderio per il giovane musicista beat |
«Allora non esistevano i potenti apparecchi moderni, tanto meno esisteva il computer per studiare i brani nei minimi dettagli: per suonare una canzone senza spendere troppo il musicista dilettante si affidava all’orecchio, poi scriveva gli accordi sul testo della canzone.
Volendo fare le cose “per bene” a Milano ci si recava alle Messaggerie Musicali o da Ricordi, dove si trovavano in vendita gli spartiti delle canzoni più recenti a prezzi che oscillavano fra le 120 e le 200 lire (1). Con un po’ di impegno però si poteva risparmiare tempo memorizzando gli accordi più “complicati”, che non si era riusciti a cogliere nell’ascolto.
Ogni tanto acquistavo gli spartiti delle canzoni più belle e, dopo i primi acquisti, scoprii con piacere che i commessi più sensibili mi facevano anche uno sconto. Ricordo ancora la signora gentilissima che da Ricordi mi fece il primo sconto e che da quel giorno si conquistò un cliente affezionato.
Quando cominciai a suonare in pubblico venni a sapere che si poteva risparmiare nell’acquisto degli spartiti andando direttamente nella sede delle tante case editrici musicali che allora riuscivano anche a vivere stampando la musica. Mi davano gratis di tutto e ricordo con emozione il primo giorno in cui per la prima volta timidamente entrai, con i miei lunghi capelli, in una di queste case editrici e ne uscii con un fascicolo di spartiti (gratis!!!); in particolare ricordo il saluto ricevuto, che mi fece salire di tre gradini nell’autostima: “Arrivederci Maestro”.»
(Franco Sanna)
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Note |
(1) Non costavano molto. Per fare un raffronto nel 1967 un disco 45 giri costava circa 400 lire, un LP intorno alle 1.800 lire, una rivista mensile come la diffusa Quattroruote 300 lire.
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