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Gli standard per audio e video nel mondo digitale

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Introduciamo alcune riflessioni sugli standard che la industria ha imposto e vuole imporre in questi anni, per la musica e le immagini a scopo di intrattenimento. Una evoluzione tecnologica, incentrata ormai da anni incentrata sul passaggio alla tecnologia digitale.

Impariamo dal passato / I salti tecnologici di successo / Gli insuccessi / Il successore del CD (e del DVD) / Il lancio (mancato) del Super Audio CD (SACD) / Il lancio (?) del DVD-Audio / Il DVD-Video per la musica / Il CD sarà l'ultimo supporto fisico? / Lo spazio e le tecnologie per i successori del CD / Il successore del DVD / L'era digitale / La radio digitale / La televisione digitale  / La televisione digitale per apparati mobili (DVB-H) / Scenari nel broadcast (TV e radio) / La digitalizzazione del significato / Digitalizzazione e privacy / Revisioni e commenti

Speciale: La televisione digitale terrestre

 

Vedi anche: 

Musica e tecnologia / Musica e mercato / La diffusione della musica / La distribuzione / Le major del disco / Stereofonia e Hi-Fi: FAQ / L'alta definizione

 

Impariamo dal passato. I precedenti salti tecnologici

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I precedenti salti tecnologici pilotati dalla industria (da LP a CD, da VHS a DVD), in altre parole i tentativi di imporre nuovi standard hanno visto sinora la convergenza di una forte volontà delle case produttrici di hardware e di software, l'accordo su un unico standard, la chiara percezione da parte dei clienti di un effettivo avanzamento tecnologico, focalizzato essenzialmente sulla praticità e comodità d"uso. 

1. Salti tecnologici nella storia dell'audio (quelli di successo)
Prima Dopo Sponsor Plus percepiti Qualità Costo Note
78 giri Microsolco 33 giri (LP) RIAA (Case discografiche) Praticità: disco infrangibile, durata Molto superiore: estensione della risposta in frequenza, minore distorsione, ascolto in stereo Inferiore a parità di durata Un salto avvenuto in un mercato non ancora di massa
Bobine Musicassette (MC) Philips Caricamento, compattezza, uso in auto, uso mobile Decisamente inferiore all'inizio, si avvicina solo dopo molti anni dal salto Molto inferiore, la registrazione diventa di massa Praticamente ha creato un nuovo mercato, la registrazione su bobine era un fenomeno di nicchia
LP CD Philips/Sony Accesso diretto, durata, robustezza, compattezza, uso in auto e mobile, poi, integrazione con il mondo PC Dichiarata e percepita come nettamente superiore, in realtà si rivelerà comparabile, se non inferiore All'inizio sensibilmente più alto (hw e sw) poi in discesa fino a porsi al di sotto dello standard precedente (in parallelo con la affermazione di massa) Tuttora aperta la diatriba sulla qualità del CD rispetto all'LP, secondo molti appassionati superiore al nuovo standard
MC Masterizzatore PC Philips (non dichiarato) Superiore  praticità della copia (CD su CD, per definizione più pratico della MC), velocità di copia superiore a 1X. Percepita come superiore (qualità digitale del CD output), in realtà il gap non e' sempre così ampio Costantemente in calo (da livelli superiori, ma non di molto, a livelli molto inferiori) sia per il masterizzatore  (naturalmente presupponendo che il PC sia già in casa) sia, soprattutto, per i supporti Sostituzione parziale (copia da analogico, registrazione live), persistenza della MC nei mercati meno sviluppati e per le registrazioni dal vivo
VHS DVD Cartello (Intel, Matsushita, IBM, Meridian e altri) Accesso diretto, contenuti multimediali, robustezza e affidabilità, compattezza, effetti speciali Percepita come maggiore essenzialmente per effetto della affidabilità, in realtà confrontabile a parità di componenti e messa a punto (con il Super-VHS) In costante e rapida discesa (da superiore, ma non di molto, a equivalente, se non inferiore, sia per apparecchi sia per supporti). Sostituzione ancora parziale: non ancora sostituite, a livello di massa, le funzionalità di registrazione da TV 

Ricordiamo però anche i fallimenti totali o parziali:

2. Salti tecnologici nella storia dell'audio (i flop totali o parziali)
Prima Dopo Sponsor Plus proposti Qualità Costo Accoglienza Risultato
MC Elcaset Sony Qualità Molto superiore: al livello delle bobine con la praticità (ma non la compattezza) delle cassette Superiore Non ha interessato né il pubblico di massa né gli appassionati Flop totale
MC DAT Cartello di produttori hardware (Sony e altri jap) Qualità. Tecnologia digitale. Copia "perfetta" digitale > digitale. Affidabilità Molto superiore Molto superiore (soprattutto i supporti) Interesse e successo iniziale (soprattutto per la possibilità della copia in digitale) Affossato dalle case discografiche che hanno imposto sistemi anti-copia multipla. Alto il costo del supporto.
Si è affermato nel solo settore professionale.
MC MiniDISC (MD) Sony Praticità: accesso diretto, titoli, anti- shock, facilità di registrazione, compattezza. Percepita come maggiore essenzialmente per effetto della affidabilità, e del suono digitale, in realtà inferiore a causa della compressione del segnale Più elevato sia per hw sia per supporti, negli anni si è avvicinato, arrivando a prezzi da mercato di massa Tiepida, sempre fermata dai costi più elevati, senza un vantaggio percepito importante in termini di praticità e qualità, e dalla diffusione non capillare. Standard secondario, non si e' mai veramente affermato anche se ha creato un suo mercato
MC DCC (Digital Compact Cassette) Philips (alleanza con Matsushita) Le stesse del MiniDisc con cui era in competizione ma con (-) accesso diretto e (+) compatibilità con le MC Come il MiniDisc Un poco inferiore al MiniDisc, comunque superiore alla MC. Interesse minimo da parte di tutti i settori di clientela, non percepito il salto né di praticità né di qualità Flop totale

Una prima analisi ci porta a concludere che lo standard più duro a morire e' la musicassetta (peraltro ancora senza un sostituto come supporto universale per la registrazione a basso costo e ancora viva e vegeta in molti mercati), che anche la Philips, sponsor della maggior parte dei nuovi standard, ogni tanto sbaglia, e che la Sony sbaglia più spesso.

Si nota anche che gli elementi che hanno fatto sempre la differenza sono stati 1) la insofferenza degli utenti verso il vecchio standard 2) la unicità del nuovo standard 3) il costo comparabile se non inferiore 4) le operazioni di cartello sul supporto consentite dal vasto consenso attorno allo standard. Inoltre: 5) un elemento che non è mai stato decisivo è stato l'incremento di qualità.

Si vede così perché lo standard più duro a morire e' la Musicassetta MC: gli utenti non ne percepivano i limiti, e i sostituti proposti sono stati sempre standard di parte, e più costosi.

Mentre invece il CD e il DVD hanno intercettato una insofferenza degli utenti, il primo verso la difficoltà di messa a punto e la sensibilità a graffi e fruscii dell'LP, il secondo verso la sensibilità al disallineamento delle testine e al fenomeno della illeggibilità delle cassette VHS.
La proposta unica e la politica di cartello (fortissima nel caso degli LP, ad un certo punto le nuove uscite sono state veicolate solo su CD abbandonando l'LP a parco installato non ancora del tutto sostituito) hanno completato la operazione.

Il successore del CD

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Focalizziamo l'attenzione sul salto tecnologico che più interessa gli appassionati di musica: il nuovo standard ad alta definizione che dovrebbe prendere il posto del CD. La battaglia è (o è stata) tra SACD (Super Audio CD) e DVD-Audio / Dual-Disc, e forse si concluderà senza vincitori.

Una descrizione della tecnologia dei nuovi standard proposti (ormai da anni) per sostituire il CD è contenuta nella sezione dedicata alla distribuzione della musica. Nel seguito è sintetizzata la situazione a metà 2007.

I tentativi di superare il CD e la riproduzione stereo (e gli standard per la musica + video)

Prima Dopo? Sponsor Plus proposti Compatibilità Qualità Costo Accoglienza Risultato
CD SACD Stereo Sony - Philips Qualità. Compatibilità con il CD (a livello di lettore e di supporto) Supporto: Sì (solo per SACD ibridi)
Lettore: Sì (Lettore SACD), No (Lettore CD)
Superiore. Percepibile però solo su impianti di alto livello, correttamente a punto e con lettori di classe adeguata. Superiore Lanciato nel 2000. Tuttora un mercato di nicchia. Pochi titoli. Sembra avviato al tramonto.
CD DVD-Audio
Stereo
Consorzio DVD (Matsushita e altri) Qualità. Unificazione con i lettori DVD.  Non compatibile con i lettori CD. Utilizzabile su tutti i lettori DVD. Valgono le stesse considerazioni fatte per il SACD. Superiore Tuttora un mercato di nicchia. Pochi titoli, soprattutto in Europa. Ascoltabile solo con impianti HT. Le sue residue possibilità sono affidate al DualDisc (vedi dopo). Sparizione no, mercato di nicchia, sì.
CD Extra DualDisc Consorzio DVD Gli stessi del DVD Audio e multicanale con in più il supporto delle immagini. Compatibile con tutti i lettori CD e DVD. Come DVD-Audio Superiore Buon interesse.   
Quadri-
fonia
(anni '70)
SACD Multicanale Sony - Philips e alcune major Nuovo livello di fedeltà di ascolto e coinvolgimento. Non applicabile (la quadrifonia è rimasta a livello di esperimento) Non confrontabile Non confrontabile Tuttora un mercato di nicchia. Pochi titoli. Ascoltabile in pratica solo con impianti HT. Doppio punto interrogativo.
Quadri-
fonia
DVD-Audio multicanale Consorzio DVD Nuovo livello di fedeltà di ascolto e coinvolgimento. Non applicabile. Non confrontabile Non confrontabile Come SACD. Come SACD.
VHS.
S-VHS,
LaserDisc
DVD-Video con audio stereo o multicanale Consorzio DVD Supporto delle immagini. Solo per lettori DVD. Multicanale: qualità audio inferiore (formato compresso). Stereo: come CD. Analogo. Buona. I clienti riconoscono (e pagano) il valore del plus rappresentato dalle immagini. E' un'altra cosa, non potrà sostituire il CD.

Balza subito all'occhio che tutti e cinque gli elementi "che hanno fatto la differenza" nel passaggio tra il vecchio e il nuovo standard, sopra elencati, non siano presenti né per il SACD né per il DVD Audio. Inoltre, la competizione tra standard è un ulteriore elemento di criticità.

Sulla efficacia e le prospettive della riproduzione multicanale, unico elemento differenziante a livello funzionale rispetto al CD, vedere la sezione a parte dedicata all'argomento.

Da notare anche che il dual disc, lanciato nel 2004, costituisce a tutti gli effetti una variante del DVD Audio, intesa a risolvere il suo principale problema: la incompatibilità con i lettori CD esistenti.

Piccola storia del lancio (mancato) del SACD  

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Le strategie dei produttori di software / 2004: il lancio / 2004: i risultati di mercato / Il mercato nel 2005 / Le strategie dei produttori di hardware / Parola fine sul Super Audio CD? / Vedi anche: La tecnologia SACD-DSD

Le strategie dei produttori di software

Il lancio del SACD, presente sul mercato dal 2000, è stato portato avanti in modo niente affatto convinto dalle case discografiche. Queste avrebbero potuto infatti proporre da subito SACD con doppio supporto (SACD-CD) allo stesso prezzo dei CD, su tutti o sulla maggior parte dei titoli, o almeno sui titoli dedicati al pubblico più attento alla qualità (jazz e musica classica). I dischetti sarebbero stati ascoltabili tranquillamente sugli impianti attuali (lo consente lo standard) ma sicuramente i clienti potevano essere stimolati a passare ad un nuovo impianto SACD, per sfruttare il nuovo supporto ad alta qualità. E contemporaneamente si sarebbe creato un catalogo di titoli considerevole e tale da far decollare lo standard in pochi mesi.

D'altra parte così è stato fatto, a suo tempo, per il lancio del CD.

Perché non è stata seguita questa semplice strategia promozionale, se non in casi veramente sporadici? Per il costo del nuovo supporto? Come si sa il costo del supporto incide solo per una minima parte sul costo finale di un CD o altro supporto digitale, quindi il costo extra sarebbe stato assorbibile. Sicuramente sono poche le industrie di stampaggio SACD, ma anche questo sarebbe stato un problema superabile se ci fossero state le commesse.

Probabilmente il motivo prevalente è che i beneficiari della operazione sarebbero stati solo i fornitori di hardware e gli investimenti solo a carico delle major, che avrebbero avuto un ritorno non sicuro, in termini di incremento alle vendite, in un momento di crisi, peraltro. Ipotesi valida per tutti tranne che per la Sony che opera sia sull'hardware sia sul software ed è co-sponsor del nuovo standard. Forse anche qui le divisioni indipendenti della multinazionale avevano interessi divergenti e non hanno raggiunto un accordo.

2004: il lancio

A partire dalla primavera del 2004 si è assistito a qualche tentativo un po' più convinto da parte della industria discografica e ed elettronica nel lancio del SACD, concretizzato in articoli, a volte di pura pubblicità, sulle riviste specializzate e, in qualche caso. anche sulla stampa a grande diffusione. 

I fatti salienti sono stati due: il primo SACD che ha raggiunto la top-ten europea ("Sacred Love" di Sting) a primavera 2004 vendendo 700.000 copie, e la progressiva disponibilità sul mercato di lettori multi-standard, in grado di leggere anche i SACD oltre ai DVD e CD, a prezzi progressivamente calanti (come apripista si sono mossi i marchi Pioneer e Denon, oltre a Sony e Philips, "padri" del nuovo formato).

La prima notizia è una totale forzatura della realtà: il disco di Sting è stato stampato come SACD ibrido, leggibile quindi anche dai CD player, e venduto allo stesso prezzo del CD. L'industria ha seguito quindi, per una volta, l'approccio promozionale citato nella sezione precedente. Il disco è stato quindi comprato da tutti gli estimatori del musicista inglese, indipendentemente dal fatto che avessero un SACD player o meno. Diciamo che al massimo, avrebbe potuto costituire un seme e uno stimolo per il futuro acquisto di un lettore.

Sul versante dell'hardware, la diffusione dei lettori SACD nei punti di vendita in Italia è stata limitata. Non sono stati spinti, né a volte neanche proposti, dalle grandi catene di elettronica di consumo, e neanche dai negozi on-line come Kelkoo, dove compaiono come opzioni dei lettori DVD per cinema in casa.
La maggior parte dei consumatori ha continuato ad ignorare la esistenza stessa del SACD (oltre a non sentirne il bisogno), mentre i distributori sono apparsi più interessati ai prodotti richiesti fortemente dal mercato, come schermi TV piatti (plasma o LCD) e registratori DVD.

Sempre sul lato hardware, sostanzialmente assente la proposta di elettroniche multicanale solo audio, cioè di preamplificatori e finali (o amplificatori integrati) progettati per i SACD multicanale. Pochissimi i prodotti di fascia alta (p.es. AM Audio, Copland, McCormack) considerabili al massimo degli apripista. Gli appassionati di alta fedeltà e di musica per ascoltare un SACD multicanale dovrebbero utilizzare un impianto home-theater, ottimizzato per l'ascolto dell'audio dei film, che ha esigenze soniche diverse (effetti ed emozioni, piuttosto che fedeltà del suono), ed è dotato di molte funzionalità del tutto superflue per il semplice ascolto della musica. L'utilizzo è comunque possibile, ma si tratta di un altro indizio della immaturità del mercato.

Sul lato del software, la rivista italiana specializzata in Hi-Fi AudioReview ha iniziato stabilmente nell'estate 2004 a recensire SACD, a fronte di un flusso di nuove uscite diventato evidentemente ormai sufficiente per alimentare una sezione apposita. Le pubblicazioni sono state in massima parte ristampe, in formato ibrido (anche CD), spesso con una terza sezione multicanale (ovviamente il multicanale è in genere una post-elaborazione della incisione originale stereo). Le nuove uscite (a parte il caso ricordato di Sting) sono assimilabili ai dischi audiophile, non sempre direttamente ottenute da registrazioni DSD (quindi ricavate mediante transcodifica da registrazioni PCM).

I prezzi? Le ristampe a 20 € (contro i 10-15 delle ristampe su CD), i nuovi a 26 € (contro i 20 ca. dei CD). Quindi è proseguita la politica di proporre a prezzo più alto i SACD per rimarcare che si tratta di un prodotto superiore.

Il target della industria discografica si è confermato essere quindi un pubblico danaroso ed adulto, appassionato della tecnologia ed interessato a sentire al meglio i suoi musicisti preferiti. Quindi disposto a ricomprare ancora una volta, su un altro supporto, i dischi preferiti della sua giovinezza. Quelli che hanno già comprato "Dark Side Of The Moon" o "Sgt. Pepper" prima in LP, poi in CD, poi in CD ri-masterizzato, poi di nuovo in LP da 180 gr., e ora in SACD, magari in multicanale, per ascoltarli sull'impianto home theater o su un hi-fi nuovo e multicanale.

Analisi del mercato SACD - 2004

Da giugno 2004 sono stati resi disponibili dalla associazione tra le case discografiche USA (www.riaa.com) i dati effettivi di produzione e vendita dei vari supporti nel corso del 2004 nel più importante mercato mondiale, che peraltro è anche particolarmente ricettivo nei confronti delle nuove tecnologie.

Nel seguito è riportata una sintesi per un confronto tra i formati. Nella sezione dedicata al mercato è incluso il report completo con le nostre elaborazioni, dalle quali si vede che il consumo di musica registrata è ripreso a salire nell'anno in esame in USA, con una spesa annua per abitante di quasi 40$, per 2,5 "pezzi" acquistati in media.

Supporto

Percentuale 2004 (1)

Variazione 2003-2004

CD

94,17%

1,9%

Music Video (DVD, VHS, VCD)

5%

51,8%

LP

0,16%

-11,3%

SACD

0,14%

-36,9%

DVD-Audio

0,05%

-19,20%

(1) In valore di produzione immessa sul mercato

Dai dati si può concludere senz'altro che il DVD-Audio ha avuto un ruolo marginale, e calante rispetto all'anno precedente. Si conferma anche il forte interesse del pubblico per la musica con contenuti video, settore all'interno del quale il DVD Video ha un ruolo decisamente predominante (92,4% in valore) e che vede un forte tasso di crescita.

Per la quota effettiva di mercato SACD l'analisi è più complessa, in quanto i dati della RIAA derivano in parte da indagini di mercato (soprattutto per la quota di vendita al dettaglio) e i dischi SACD ibridi (con layer CD) possono essere stati conteggiati come CD, se commercializzati in canali, e per clienti, interessati solo al CD.

Quindi qual è stato l'effettivo numero di SACD venduti nel mercato USA nel 2004? I dati parlano di 767 milioni di CD prodotti nell'anno contro 790 mila SACD prodotti e consegnati ai canali di vendita in quanto tali, ovvero indirizzati ai clienti evoluti. Per contro nel 2004 sono stati proposti diversi SACD ibridi allo stesso prezzo del CD (es. Sting - Sacred Love, Diana Krall - The Girl From The Other Room) e il solo disco di Sting ha venduto oltre 700 mila copie nel mondo, quindi presumibilmente più di 100 mila in USA. Da tenere anche conto che il numero totale di titoli pubblicati su SACD era arrivato ad inizio 2005 a 3000 in totale (nel mondo), quindi siamo comunque in presenza di una offerta molto limitata. Inoltre, la imprecisione dovrebbe riguardare in maggiore misura la vendita al dettaglio e non la produzione (i dati dovrebbero provenire in questo caso non da indagini di mercato ma dai dati forniti dalle varie case discografiche associate alla RIAA, in risposta probabilmente a formulari). Dovrebbe essere quindi infrequente il conteggio come CD, da parte dello stesso produttore, dei SACD realizzati e consegnati (se non altro, il ciclo di produzione è diverso).

In ogni caso i dischi SACD distribuiti, venduti e percepiti come CD (perché di prezzo uguale e destinati a impianti incentrati sul CD) incidono poco o nulla nelle considerazioni svolte in questa sezione sulla affermazione del SACD.

Da considerare anche che nel precedente anno 2003, quando l'industria non aveva ancora iniziato a produrre con frequenza significativa SACD ibridi, erano stati venduti 1,3 milioni di SACD, un dato superiore a quello del 2004, ma che comunque posiziona il nuovo supporto ben sotto l'1% del mercato.

Da notare infine che i dati di vendita del vecchio LP (comunque in calo rispetto all'anno precedente) si pongono comunque a un livello di vendite superiore ad entrambi i nuovi formati (1,3 milioni di pezzi).

Per contro il CD continua a dominare il mercato (94%) ed è stato anzi in recupero nel 2004, dopo diversi anni di calo, non è stato evidentemente percepito come prodotto obsoleto o sul quale non investire più.

L'associazione tra i discografici italiani (IFPI) non ha invece rilevato le vendite per i nuovi supporti, possiamo quindi dedurre che sono stati assolutamente marginali.

2005

 

I dati 2005 nel mercato USA hanno evidenziato una ulteriore flessione delle vendite di SACD (di ben il 40%), e un recupero del DVD Audio, che  ha raggiunto gli stessi dati di vendita del rivale, comunque molto bassi. Complessivamente SACD e DVD Audio sono al di sotto dei risultati di vendita del vecchio LP in vinile, peraltro anch'esso in calo.

Anche per questi dati non è chiaro se le vendite di SACD ibridi venduti sul canale CD siano scorporate ed incluse nel dato di vendita dei CD. In ogni caso non si è assistito affatto ad una affermazione del formato, ma casomai ad un ulteriore arretramento e marginalizzazione.

La quota di mercato del CD è arrivata al 94,2%. Anche se include i Dual Disc (che non saranno stati moltissimi) rimane il supporto fisico per eccellenza, senza insidie da parte dei nuovi formati, progettati per sostituirlo.

Le proposte di hardware: i lettori SACD

Dal 2000, con il lancio commerciale del SACD, sono iniziate le proposte di lettori SACD da parte dei principali produttori. In prima fila ovviamente Sony e Philips (con il noto e prestigioso marchio Marantz). I primi lettori proposti erano di fascia alta, solo stereo, dal costo sostenuto (Marantz SA-1, 17.000 € nel 2001, Sony SCD-1, 11.000 €). La successiva fase tecnologica ha visto la proposta di modelli di fascia media, orientati quindi ad una progressiva popolarizzazione del nuovo formato (Sony SCD-XB940, 2000 € nel 2001). La Sharp ha anche proposto un sistema tutto digitale (amplificazione inclusa), il DX-SX1, che sembrava annunciare una nuova tendenza di mercato.

Le prove delle riviste specializzate sono state in questa prima fase molto positive, e hanno evidenziato un percepibile miglioramento rispetto al CD, soprattutto nella localizzazione spaziale e nella precisione timbrica agli estremi di banda.

Per qualche anno la maggioranza delle case interessate al mercato Hi-End dell'Hi-Fi ha concentrato l'annuncio di nuovi modelli di fascia alta sul formato SACD (lettori che comunque possono leggere anche il CD), rallentando o sospendendo la proposta di lettori CD di fascia alta, teoricamente in fase di obsolescenza.

La lentezza nell'affermazione del nuovo standard ha però condotto i produttori in un primo tempo verso la proposta di lettori multi standard, solitamente con audio multicanale, in grado quindi di garantire maggiormente gli acquirenti rispetto alle incerte e imprevedibili evoluzioni future (Luxman DU-10, Denon DVD5900 e modelli inferiori, Yamaha DVD-S2300, Linn Unidisk e altri).

Dal 2005 si assiste invece ad un ritorno alla proposta di lettori solo CD di fascia alta (es. Accuphase DP-67, Musical Fidelity A308 CD, Classè Audio CDP-100), altro chiaro segno che il futuro del SACD viene collocato, sia dai produttori, sia dagli appassionati di alta fedeltà, in un orizzonte incerto.

Le prove delle riviste hanno cominciato ad evidenziare un recupero del CD sui lettori più aggiornati, e la sostanziale assenza di vantaggi percepibili utilizzando lettori SACD di fascia economica.

Nel listino della rivista Audio Review (nel 2006) i lettori SACD sono ancora mischiati con i lettori CD. A giugno 2006 i modelli solo SACD dei produttori più noti sono una ventina, con prezzi dai 500-600 € (i modelli più economici Sony e Marantz) ai 20.000 € ed oltre.

I dati di vendita non sono noti, ma a giudicare dalle vendite di software negli USA (ca. 500.000 dischi nel 2005)  dovrebbero essere piuttosto ridotti.

Parola fine sul Super Audio CD?

Questo incauto e sfortunato tentativo è arrivato al capolinea? Da gennaio 2007 la rivista italiana Audio Review, uno dei pochi sponsor convinti del nuovo standard, ha cancellato la rubrica di recensioni discografiche in formato SACD, per dichiarata scarsità di titoli nuovi e/o significativi. I produttori di componenti alta fedeltà d'altra parte hanno ripreso di buona lena a proporre lettori CD alto di gamma, non si vedono quasi più novità SACD o solo SACD, mentre continua inarrestabile la nascita di nuovi produttori che propongono giradischi analogici per i vecchi LP.

Si conferma quindi che il nuovo formato non suscita alcun interesse né alcuna attrattiva negli appassionati di Hi-Fi (diciamo che non è "sexy") mentre dall'altro lato è stato sempre del tutto ignoto e privo di motivi per piacere alla clientela di massa. Che casomai avrebbe iniziato ad interessarsi al nuovo standard se fosse stato adottato dagli "opinion leader", che però hanno preferito il giradischi analogico, vintage (e sexy).

Non resta quindi che assistere, con ogni probabilità, al rapido tramonto della nuova tecnologia DSD sul lato consumer e alla sua prosecuzione nel solo settore professionale. I dati di vendita per il 2006 in USA confermano questa tendenza, con un ulteriore calo di tutti i supporti alternativi e la sparizione del SACD dal rilevamento delle preferenze dei consumatori di musica.

Piccola storia del lancio (?) del DVD-Audio

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Le strategie dei produttori di software / Le strategie dei produttori di hardware / 2002-2003: il lancio / Il tentativo di rilancio con il Dual Disc / Risultati 2005 / Risultati 2006 / Vedi anche: La tecnologia DVD-Audio

Le strategie dei produttori di software

Le case discografiche hanno accolto il DVD Audio con ancora maggiore diffidenza del SACD. Oltre al poco interesse per il lancio di un nuovo standard in una situazione di competizione (tra l'altro avrebbe comportato la necessità di uscire su 2 o 3 formati per ogni titolo) c'era anche la preoccupazione per la vicinanza con il mondo PC, con i suoi masterizzatori DVD, software per copia anche in presenza di protezioni varie e tutto il resto (sicura premessa di una buona presenza di copie non autorizzate).
Il risultato è stato una proposta di titoli molto limitata, evidente ostacolo per l'affermazione dello standard.

Le strategie dei produttori di hardware

I produttori più forti (che operano anche come OEM per i produttori di nicchia del mondo hi-end) hanno puntato maggiormente sul SACD. Gli altri hanno seguito una strada diversa, anzi opposta. Invece di proporre modelli di fascia alta hanno incluso la funzione di lettura DVD Audio su modelli consumer, lettori multi-standard pensati primariamente per il mercato home-thater.
La strategia era forse quella di rendere appetibile il nuovo standard grazie al basso prezzo, e quindi all'accessibilità dei lettori, anziché grazie alla superiore qualità, da imitare e raggiungere in tempi successivi dal mercato di massa. Il problema è che la differenza di qualità, già non così evidente per il SACD, è risultata ancora meno percepibile, e i modelli proposti del tutto "trasparenti" per il mercato hi-end.

2002 - 2003: il lancio

Per i motivi sopra esposti il lancio del DVD Audio, incentrato soprattutto su demo in fiere e mostre specializzate, è stato assai poco seguito dagli appassionati. Parziale eccezione il mercato USA, dove il nuovo standard, e i pochi titoli proposti, hanno potuto beneficiare del già molto ampio parco installato di impianti home-theater. Un certo numero di appassionati ha comprato quindi uscite in DVD Audio, essenzialmente multicanale, con l'obiettivo di sfruttare l'impianto già esistente anche per la musica, ascoltabile così in modo più emozionante e più coinvolgente.
La mancanza di titoli, la competizione con il SACD, la incompatibilità con il CD e il lancio in sordina hanno comunque lasciato il nuovo standard decisamente ai margini del mercato.

2004: il tentativo di rilancio con il Dual Disc

Nel corso del 2004 il DVD-Audio ha dato segnali di risveglio. Sembrava ormai avviato all'oblio e alla fine riservata a tanti altri tentativi di standard rimasti allo stadio sperimentale, quando il Forum DVD ha approvato (maggio 2004) una variante dello standard: il supporto DualDisc, che consente di porre rimedio al principale handicap del DVD-Audio rispetto al concorrente SACD, vale a dire la incompatibilità con il CD.

Il DualDisc è semplicemente un dischetto a doppia faccia, da un lato DVD-Audio e altri contenuti multimediali, e dall'altro CD. Può quindi essere usato come DVD-Audio (stereo in qualità superiore al CD o multicanale), oppure come DVD,  ma anche ascoltato in macchina o sui walkman o su impianti CD nella seconda casa o a casa di amici.

Tecnicamente non tutti i problemi appaiono risolti, ma alcuni titoli sono stati comunque proposti nel corso del 2004, a prezzi di poco superiori al CD, e ad inizio 2005 il catalogo di Dual Disc su Amazon appariva già piuttosto ampio.

Per l'ascolto in multicanale valgono tutte le considerazioni fatte in precedenza per il SACD, con la aggravante che sostanzialmente esistono pochissimi lettori di alta qualità specializzati per i DVD-Audio (a differenza di quanto avviene per i SACD, vedi quanto riassunto in precedenza) e quindi per la riproduzione si farà riferimento essenzialmente a normali lettori DVD multi-standard destinati in primo luogo al settore Home-Theater.

Il menu dei formati disponibili su un Dual Disc può variare da titolo a titolo, ma tipicamente può essere:


Lato CD

Intero disco in formato standard CD

Lettori CD fissi e mobili e car-audio

Lato DVD

 

 

Intero disco in formato multicanale Dolby Surround o DTS compresso

Lettori DVD standard (non DVD Audio)

Intero disco in formato multicanale DVD Audio compresso MLP (High Definition)

Lettori DVD multi-standard compatibili DVD Audio

Formato stereo alta qualità non compresso

Videoclip in formato DVD Video dei brani più significativi (in aggiunta ai contenuti audio)

Lettori DVD qualsiasi

Nonostante l'assenza di particolari vantaggi sul SACD, il nuovo DVD-Audio Dual Disc ha avuto all'inizio una accoglienza migliore, ha suscitato più interesse nel mercato. Ha beneficiato infatti della popolarità del supporto DVD (che infatti significa Digital Versatile Disc) del quale è identificato come una derivazione. A differenza del SACD è stato percepito quindi come uno standard affermato, a basso rischio di obsolescenza degli apparati (o peggio, dei supporti).

Inoltre è stato percepito come uno standard aperto, è leggibile ed elaborabile su PC, addirittura con gli ultimi prodotti software di editing (come Wavelab 5) è possibile produrre propri DVD-Audio, riconducendo il nuovo standard a quei livelli di confidenza che gli utenti avevano raggiunto con il CD. Nulla di tutto questo con il SACD, che è un oggetto totalmente chiuso, e come tale fatalmente diretto ad un mercato più ristretto.

Risultati 2005

I dati di vendita 2005 (mercato USA) hanno effettivamente confermato un parziale recupero del formato DVD-Audio, rimasto comunque al di sotto dell'1% del mercato (è passato da 0,3% a 0,5%).
Per il 2006 i dati non sono ancora disponibili. Sono presenti sul sito della RIAA i soli dati del primo semestre. Non sono però scorporati (come era già avvenuto nel 2005) i risultati di vendita dei Dual Disc, inclusi in quelli dei CD (come se fossero CD ibridi).
Il dato effettivo per il nuovo formato Dual Disc quindi non è noto, ma è improbabile che sia particolarmente significativo (superiore all'1%, ad esempio) altrimenti sarebbe stato evidenziato a parte.

I formati DVD Audio e SACD continuano a rimanere in fondo alla classifica, 0,1% il DVD Audio (come nel 2005, sul semestre) e 0,1% anche il SACD (in forte e ulteriore calo dal 2005, era allo 0,3%).
Si può concludere quindi che l'attesa inversione di tendenza verso i nuovi formati che ci si attendeva dal nuovo Dual Disc è andata per ora delusa, ed è anche probabile che l'interesse dell'industria sia stato scarso, essendo nello stesso periodo decollata la vendita regolare di musica digitale (vedi).

Risultati 2006

I dati di vendita 2006 (mercato USA) hanno confermato la presenza sul mercato americano dello standard DVD-Audio, a differenza del SACD ormai scomparso dalle vendite dei supporti. Il dato è incrementato dalle vendite dei Dual Disc, che la RIAA continua a non rilevare separatamente e ad includere nelle vendite totali dei CD.

I dati di vendita sono comunque ancora ridotti (1,3% del mercato, in valore, incluso presumibilmente il Dual Disc), ma non consentono ancora di fare previsioni sul futuro dello standard, anche perché la discreta performance sul mercato USA non trova alcun riscontro in Europa o in Giappone (in Italia poi è pressoché sconosciuto). Appare probabile la prosecuzione della presenza sul mercato dello standard, ma come prodotto di nicchia piuttosto che come successore del CD.

L'alternativa inattesa: il DVD-Video con contenuti audio

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Nulla di nuovo, esisteva già ai tempi del VHS e ancora prima, con il LaserDisc. Si tratta semplicemente della ripresa di concerti (in genere dal vivo, cioè con il pubblico, ma non sempre) in audio e video. La tecnologia DVD consente però di associare alle riprese video (che possono essere di alta qualità) audio stereo o multicanale.

Il tutto ad un prezzo di poco superiore a quello di un CD nuovo (20-25€ per i singoli, 30€ per i doppi DVD), che però consente anche di vedere il concerto. In un'era nella quale si assiste al progressivo spostamento dell'interesse, nell'entertainment, verso le immagini (radio > TV, SMS > MMS, ecc.) si tratta di un plus del quale gli utenti riconoscono il valore senza problemi.

Il DVD-Video è un mezzo di distribuzione che si sposa particolarmente bene con la musica classica: l'ascolto avviene di solito con attenzione (non in sottofondo o in mobilità), la visione dell'orchestra che suona arricchisce la fruizione e la avvicina alla situazione ideale del concerto in auditorium, l'offerta da parte delle case discografiche è ampia e di qualità, e di conseguenza il DVD sta rappresentando una alternativa sempre più valida per gli appassionati di classica. D'altra parte non fa che riprendere il buon successo, anche se in un mercato di nicchia, che ebbe il LaserDisc.

Da notare un particolare che testimonia di numeri comunque non grandi: i DVD Video di classica vengono pubblicati nel solo formato televisivo USA NTSC e non nell'europeo PAL, le tirature sono troppo basse per il ritorno economico. I lettori DVD sono per fortuna multi standard da diversi anni e quindi i dischi risultano comunque compatibili, anche se potrebbero sorgere problemi con i lettori più vecchi. Non così per i titoli rock, pop e anche jazz, solitamente disponibili anche in PAL.

I dati di vendita 2006 (mercato USA) hanno evidenziato però una inversione di tendenza (non è detto che si verifichi lo stesso negli altri mercati) ed un calo delle vendite dei musica in video. E' possibile che questo derivi dalla relativa affermazione del Dual Disc (che può ricoprire anche il ruolo del DVD Video). Si conferma comunque che non si tratta di una vera e propria alternativa al CD.

Il CD sarà l'ultimo supporto fisico?

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Lo scarsissimo interesse del mercato e dei clienti per i supporti che avrebbero dovuto superare il CD (DVD-Audio e SACD) e il buon successo della musica digitale scaricata dalla rete (digital download) porta alcuni osservatori a considerare esaurita la lunga stagione dei supporti fisici per la distribuzione della musica.

Effettivamente la tecnologia rende ormai superfluo il ricorso ad un supporto per la distribuzione della musica, e ormai anche dei prodotti cinematografici, e d'altra parte le nuove generazioni utilizzano in modo esclusivo o quasi il digital download (legale o illegale - P2P - che sia).
I ragazzi ascoltano musica prevalentemente tramite il PC, dotato di scheda audio, mini-casse e subwoofer, oppure in mobilità con il lettore MP3, e si tratta in massima parte di musica scaricata dalla rete. 

Alcuni ascoltano con un impianto, ma il classico mini coordinato è in calo, sostituito dal PC, dal maggiore impatto sonoro e più comodo nell'uso; un sogno o un obiettivo l'impianto con ambizioni professionali, con casse o subwoofer in grado di erogare un forte volume di suono, corredato eventualmente da accessori da DJ (giradischi analogico o lettore CD per effetti, mixer ecc.). Qual è il supporto tipo ascoltato su questi impianti top? Può essere anche il tradizionale CD, ma più spesso sarà un CD masterizzato, autocostruito, una compilation, addirittura una propria creazione o elaborazione ottenuta su computer.

Al CD rimane un ruolo sociale, di oggetto in quanto tale, più che di supporto per la distribuzione della musica. Regalare musica immateriale (o "liquida") non ha lo stesso effetto che regalare un oggetto fisico in una confezione attraente. Anzi, se i giradischi analogici fossero ancora diffusi si regalerebbero solo LP, molto più attraenti, come oggetto, del CD. Anche una discoteca visibile in una libreria, la fila di titoli che trasmettono ai visitatori della stanza del ragazzo messaggi sui suoi gusti e anche sulla sua visione della vita (una discoteca metal, una discoteca vintage anni '70, una discoteca indie ...) è cosa ben diversa dall'archivio di titoli memorizzato su iTunes, chiuso nel PC e pensato per un uso individuale.

In sintesi riteniamo che per questi usi attinenti alla dimensione fisica dei rapporti con le persone il CD continuerà ad avere un suo spazio di mercato. Uno spazio destinato però ad un calo costante, perché ormai, e sempre più in futuro, privato della utilità pratica ai fini della distribuzione della musica. In un mercato calante risulta assai arduo programmare e sostenere un cambio di supporto, e quindi questa svolta verso la distribuzione immateriale elimina quasi del tutto gli spazi per i successori designati del CD.

Esiste uno spazio per un nuovo supporto?

Acquisito che SACD e DVD-Audio sono stati un passo falso dell'industria e non usciranno mai dallo stato di prodotto di nicchia, nel contesto poco favorevole tratteggiato, ed esaminando con la massima fantasia tutte le possibilità che la tecnologia offre, sarebbe comunque ancora possibile la proposta di un nuovo standard? Come abbiamo visto i possibili atout di un nuovo supporto potrebbero risiedere in: (1) maggiore praticità rispetto al digital download; (2) maggiore qualità audio rispetto al CD e contenuti multimediali; (3) maggiore appeal come oggetto rispetto al CD; (4) integrazione con le molte sorgenti ora a disposizione (car audio, smart phone, PC, notebook, ecc.)

(1) I limiti del digital download sono reali, ma valgono per la distribuzione dei film. In questo caso le dimensioni in gioco, 1-2 GB in SD (Standard Definition), 3-6GB e oltre in HD (High Definition), i tempi di trasferimento, lo spazio disco richiesto, i limiti del PC come riproduttore, sono tutti elementi che rendono ancora vincente in praticità il supporto fisico, ovvero necessarie grandi potenze e costi elevati per il PC. Non a caso l'industria continua ad elaborare nuovi supporti e punta già ad un successore del DVD.

(2) Questo è un problema che interessa soltanto gli appassionati di alta fedeltà, e neanche tutti. L'incremento di qualità è sicuramente possibile, e potrebbe essere associato ad ulteriori funzionalità, come il multicanale. Gli appassionati di alta fedeltà sono una nicchia di mercato, ma ben disposta a spendere, e non avrebbero problemi ad aggiungere all'impianto un lettore per un nuovo formato. Magari avrebbero più resistenze verso il multicanale. Sono però anche appassionati di musica, e solitamente non di musica commerciale, da grandi tirature, e quindi vorrebbero trovare su questo nuovo supporto tutta la musica che desiderano. E' qui che si interrompe il processo di diffusione, perché i bassi volumi derivanti dal numero ridotto di potenziali clienti rendono impraticabile per l'industria discografica sviluppare un catalogo per un supporto alternativo, che non sarà mai di massa perchè l'alta qualità interessa solo ad una nicchia di clienti.

Si potrebbe caso mai pensare ad una distribuzione mista, in grado di abbassare i costi ma di mantenere comunque il catalogo ampio. Un sistema potrebbe essere la masterizzazione a casa dell'appassionato di Hi-Fi di contenuti acquisiti in rete. Sui server delle case discografiche potrebbero essere disponibili dischi o brani in HD, per esempio in formato DVD-Audio (2-3GB per un album normale, ma comprimibile lossless in 2:1 col sistema MLP) che l'appassionato potrebbe scaricare e poi riversare su un proprio supporto con un normale masterizzatore DVD, per gli ascolti successivi.
I vari sistemi DRM (Digital Rights Management) garantirebbero la necessaria protezione, e il mercato che si svilupperebbe consentirebbe anche, nel tempo, un discreto sviluppo del catalogo dei supporti preregistrati.

Un sistema semplicissimo, ma che vede come ostacolo principale la preoccupazione - ai limiti della paranoia - delle case discografiche riguardo alla distribuzione in rete di contenuti ad alta definizione. Una preoccupazione peraltro probabilmente all'origine della scarsa spinta verso il DVD-Audio e anche verso il SACD.
Forse per la maggior parte degli appassionati di alta fedeltà (non sempre appassionati di tecnologia e navigatori Internet) una soluzione più gradita e praticabile sarebbe semplicemente il passaggio allo XRCD, almeno per la produzione meno commerciale.

(3) Un supporto che ha maggiore appeal rispetto al CD esiste già ed è il buon vecchio disco in vinile. Il problema è che ben pochi hanno ancora in casa un giradischi analogico ed è di conseguenza condannato ad una diffusione limitata. Sul versante della nuova tecnologia un maggiore appeal può essere fornito dal ricorso alle immagini, in vari modi, dal CD Extra (con inclusi videoclip o simili) al CD + DVD in unica confezione, al DVD Video con contenuti musicali, al Dual Disc (ascoltabile anche come CD in auto o in mobilità). Si potrebbe pensare anche a un DVD con contenuti solo audio nello stesso dischetto, sia in SD sia in HD (sarebbe una sorta di DVD-Audio con contenuti extra). Si portano tutti dietro qualche limitazione d'uso (non sono ascoltabili ovunque) e scomodità. Una alternativa più pratica, ma alla quale nessuno pare stia pensando, potrebbe essere un radicale ripensamento del packaging del CD, che superi sia il jewel case sia il digi-pack cartonato, magari con corredo di un secondo supporto, DVD, mini-DVD, scheda di memoria SD per contenuti video extra.

Approfondimenti: L'alta definizione

Altri scenari per il successore del CD

Come ricordato in precedenza, una scuola di pensiero sostiene che la musica "liquida", esistente soltanto in rete o su memorie cancellabile, sostituirà tutto il resto, lasciando a CD e vinile il mercato di nicchia degli amanti delle tecnologie vintage.
Ma altri (anche noi) pensano che il desiderio di materializzare in qualche modo musica, rendendola toccabile, scambiabile, identificabile, visibile, ci sarà sempre, e quindi ci sarà sempre uno spazio per un supporto fisico.

Dovrebbe però dare qualche evidente vantaggio rispetto al CD, ad esempio, come già ricordato:
(1) qualità e contenuti video o multimediali
(2) drammatico incremento nella praticità (a cominciare dalle dimensioni, e poi dalla versatilità)
(3) appeal come oggetto o dono
(3) facile integrazione con il "parco macchine elettronico" dei ragazzi del primo mondo.

La tecnologia fornisce già oggi un ampio menu di possibilità, ad esempio:

capacità di memorizzazione su disco ottico da 7 volte (DVD) a 70 volte (Blu-Ray Disc) superiori a quella del CD

tecniche di compressione loss molto efficenti (WMA, AAC, ma anche MP3 con variable bitrate: degrado quasi inavvertibile con compressione 5:1)

tecniche di compressione lossless (MLP: 2:1, su un DVD la capacità diventa 14 volte superiore a quella del CD)

memorie a stato solido sempre più capienti e più economiche.

Dove potrebbe essere registrato e commercializzato un album, ammesso che questa forma di fruizione della musica abbia un futuro (noi pensiamo che l'avrà, perchè la canzone singola arriva ad un certo livello di coinvolgimento emotivo, e non oltre)?

Potrebbe essere memorizzata su un supporto molto più compatto e venduto a prezzo più basso. Ad esempio sul nuovo Hi-MD, la evoluzione del MiniDisc, con capacità di 1GB, in grado di contenere musica in formato non compresso, o su sue varianti con compressione MLP, a risoluzione superiore a quella attuale su CD (ad esempio 24/48 o 24/96). Magari assieme a contenuti multimediali.

Potrebbe essere memorizzata e venduta su memory stick. Le cosiddette pen-drive per PC hanno ormai un prezzo di 10 € per 512MB (una quantità sufficiente per un CD, magari in compressione MLP) 20 € per 1GB, 30 € per 2GB.
Come si vede sono prezzi inferiori a quelli di un CD (anche in economica). Si potrebbe aggiungere un convertitore digitale/analogico MP3/WMA/AAC/MLP (ormai ha un costo di produzione di pochi €) e praticamente sarebbe possibile vendere un "disco" in grado di suonare da solo, collegato a 2 cuffiette (in medio/bassa qualità) o che potrebbe fungere da sorgente USB, collegato a un impianto stereo (con qualità superiore a quella del CD) fisso o car auto.
Si potrebbe anche pensare ad addendum per uscita in cuffia ad alta qualità, e a varianti solo memoria senza lettore.
La capacità potrebbe essere variabile, e andare dal formato CD a quello del "cofanetto". Una singola memoria potrebbe contenere tutte le sinfonie di Mozart, o tutti i dischi dei Rolling Stones, e si potrebbe anche andare oltre.

Il primo tipo di supporto manterrebbe in qualche modo l'aspetto "feticistico" del disco (con copertine, confezioni, carta a supporto), ma richiederebbe un cambio tecnologico dei lettori.

Il secondo tipo avrebbe un impatto di migrazione inferiore (la porta USB si sta diffondendo, anche sulle macchine, sarebbe comunque autonomamente funzionante), sarebbe molto più pratico, ma la musica sarebbe su una memoria trasferibile, "liquida", percepita come "non definitiva", non collezionabile e non distinguibile da lettori e memorie già esistenti, ma per contro riconoscibile come valore, forse anche riusabile. In ogni caso orientata a consumatori già all'interno del mercato PC. Una differenza potrebbe farla il packaging.

Difficile dare priorità o attendibilità ai due scenari, successore del CD come supporto specializzato, indipendente dal PC, successore strettamente legato al mercato PC (o nessun successore).
Al primo scenario al momento non sembra lavorare nessuno (dopo il grosso flop del SACD l'industria è cauta, e il citato Hi-MD è praticamente uno standard proprietario Sony), sul secondo alcuni stanno già lavorando, ad iniziare dalla Apple di Steve Jobs (che ha iniziato a contestare le chiusure imposte dall'industria discografica con i DRM).

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Il successore del DVD

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Come accennato in precedenza, è già in corso una ulteriore sfida per la sostituzione di uno standard che appare vivo e vegeto, anzi ancora lontano dal dispiegare tutte le sue potenzialità di mercato: il DVD. Il nuovo standard è basato su una innovativa tecnologia laser a luce blu che consente una densità dei dati molto maggiore, e quindi una capacità di memorizzazione più elevata di quella del DVD (che comunque è già assai elevata e ancora lontana dall'essere sfruttata per intero, ed è stata recentemente - 2006 - estesa a livello di massa con i supporti Double Layer da 8,5 GB). Purtroppo anche qui si affrontano due cartelli: Toshiba, NEC e altri con lo standard HD-DVD (High Definition DVD) e Sony e altri con lo standard Blu-ray Disc (BD). Il secondo sembra quello messo meglio per numero di sponsor (Apple, Philips, Matsushita, HP. TDK, ecc.) il primo punta invece ad una compatibilità con il parco lettori DVD mediante dischi di tipo ibrido.

Il lancio commerciale era previsto per entrambi i formati nel 2007 (con alcune anticipazioni, prodotti pilota, già dal 2006), e non sono mancati tentativi per arrivare ad uno standard comune.

Il Blu-ray Disc può memorizzare da 23,5 a 54GB (in double layer - doppio strato), ed è prevista la estensione in futuro sino a 200 GB (quindi nella prima versione il nuovo supporto ha circa sei volte la capacità del DVD, a parità di strati). Per l'incremento della capacità sono previsti ulteriori strati sullo stesso dischetto, estendendo il sistema già usato per i DVD double-layer in commercio (da 8,5 GB). Lo standard HD-DVD va da 30 a 45 GB. Il nuovo supporto (qualunque dei due) potrebbe avere molti utilizzi ora preclusi anche al DVD: la televisione e anche il cinema ad alta definizione, non compresso (video e audio) e multicanale (con una convergenza dei due mondi), la memorizzazione di grandi quantità di dati per computer (in sostituzione dei supporti ad alta capacità, basati ancora su tecnologia a nastro magnetico).

Febbraio 2008

Al termine di una lunga fase di contrapposizione e di ricerca di partnership da parte dei due consorzi, con Microsoft schierata dalla parte di Toshiba e Apple e le case cinematografiche in maggioranza dalla parte di Sony, la vicenda si è praticamente conclusa ad inizio 2008 con la affermazione di Sony e del Blu-Ray Disc e il probabile ritiro di Toshiba con il suo HD-DVD. il colpo mortale è arrivato dagli studi cinematografici Warner, che avevano affermato di voler commercializzare i propri titoli esclusivamente su supporto Blu-Ray a fine 2007, e dal colosso americano dei centri commerciali Wal-Mart, che ha annunciato a inizio 2008 la commercializzazione esclusiva dello standard di Sony, unendosi così alla Warner e alle altre case cinematografiche 20th Century Fox, Best Buy, Disney, Lionsgate ed MGM.

 

Film: l'alternativa a stato solido

La competizione tra due standard (Blu Ray Disc e HD-DVD e la necessità di cambiare il parco macchine (lettori e registratori e masterizzatori) potrebbe aprire spazi per altre soluzioni alternative.

E questa alternativa esiste: è la memoria a stato solido. Anche qui di standard non si parla proprio (schede SD, Memory Flash, ecc.) ma il problema è meno sentito perché gli adattatori da un formato all'altro sono facilmente realizzabili e disponibili a costo bassissimo.
Il formato a maggiore capacità arriva attualmente (marzo 2007) a 4GB, ma la crescita continua inarrestabile e le capienze del DVD double layer e anche del Blue Ray Disk appaiono raggiungibili, tenendo anche conto che le memorie a stato solido si possono sommare facilmente (basta aumentare il numero di slot e/o dividere un film tra primo e secondo tempo).

Le schede di memoria hanno parecchi vantaggi sui dischi ottici, non hanno meccanica e quindi sono più affidabili e il lettore è più economico (ormai un convertitore USB costa 10 €, escludiamo ovviamente il PC o altro lettore), la crescita di capacità può avvenire senza cambiare tecnologia né scheda, la estrema compattezza le rende utilizzabili in qualsiasi apparato (inclusi i telefonini). L'unico svantaggio è il costo superiore del supporto, che però è in continua discesa, ed è però da valutare diversamente essendo la scheda un supporto di trasporto, riusabile, piuttosto che un supporto di archiviazione a lungo periodo. Uno spazio quindi sembra esserci, forse in coesistenza con il disco ad alta capacità.

La distribuzione dei film e delle fiction

Oltre che su supporto (disco o stato solido che sia) i film possono essere distribuiti anche in modo "liquido", cioè solo per il tempo necessario alla fruizione. Per concludere questa sezione di scenari sulla digitalizzazione dei contenuti di entertainment più tecnologicamente impegnativi (film e fiction), riepiloghiamo lo stato dell'arte (a giugno 2007).

Distribuzione "semi-solida" via DVD double layer non riscrivibile (a noleggio)

Modalità attualmente prevalente. Destinata a diminuire di peso per la presenza delle numerose alternative nel seguito riassunte. Ovviamente in futuro, in parallelo alla sua affermazione di mercato, sarà integrata dalla disponibilità di dischi Blue Ray per contenuti in HDTV.

Distribuzione "solida" via DVD double layer non riscrivibile (acquisto)

Altra modalità attualmente assai diffusa. Ideale per l'archiviazione, per farsi una cineteca; target i "collezionisti" interessati anche all'oggetto film oltre che alla pura fruizione. Il film peraltro non è pensato per fruizioni ripetute, come la musica su CD.

Distribuzione "solida" via Blue Ray Disk o HD-DVD non riscrivibile (acquisto)

Evoluzione della precedente, con velocità di penetrazione dipendente dall'appeal dell'alta definizione; la prevalenza dell'uno o dell'altro supporto dipenderà soltanto dalla capacità di conquistare il mercato (e dalla unificazione del nuovo standard).

Distribuzione "liquida" via Internet

Film selezionati e visualizzati on-line in modalità streaming; è attualmente ai limiti della possibilità tecnologiche (richiede linee ADSL ad alte e costanti prestazioni, anche con tecniche di caching, per evitare interruzioni nella visione); a tutti gli effetti è una alternativa alla visione in pay-per-view da satellite o DTT. La differenza può farla il prezzo e soprattutto il catalogo, ovvero la possibilità di poter effettivamente scegliere (modalità on-demand) su un ampio numero di titoli invece che sui 4-5 possibili, per sera, in un sistema broadcast. (NB: non ci riferiamo alla IPTV, televisione via Internet ma comunque broadcast, a scelta guidata da un palinsesto programmi).

Distribuzione "semi-liquida" via Internet

Come sopra, ma con copia preventiva su disco fisso del PC e visione in differita; indirizza anche in parte le esigenze dei "collezionisti" (che potrebbero anche realizzare su DVD o Blue Ray Disk un oggetto fisico "film" per la propria filmoteca) e di chi vuole avere la opportunità di visioni successive; a tutti gli effetti sostituisce la attuale pay-per-view integrata da DVD recorder o decoder con hard-disk integrato.

Distribuzione "semi-solida" via scheda

I film sono distribuiti su schede pre caricate, per la diminuzione dei costi le schede potranno avere utilizzi successivi rimanendo all'utente; è il sistema che la Nokia ha introdotto per il modello N93, e quindi l'orientamento è alla visione sul piccolissimo schermo e si può utilizzare un formato compresso (le prime schede sono da 512MB, previste successive schede da 2GB con più film).

Distribuzione "solida" via scheda

Il probabile abbassamento di prezzo e i progressi nella compressione lossless potrebbero consentire a breve di utilizzare schede di memoria per la distribuzione dei film, sia per vendita sia per noleggio. I vantaggi sarebbero l'affidabilità (noleggio) e la versatilità: PC fissi e Notebook, telefonini, lettori portatili multimediali (tipo iPod), televisori con slot per scheda SD, l'unità di lettura è talmente piccola ed economica che potrebbe essere inserita praticamente ovunque. Lo svantaggio potrebbe essere paradossalmente la compattezza, talmente piccole (un francobollo) da rischiare di perderle. Dovrebbe essere ideato un packaging pratico ed attraente. Da vedere soprattutto però se esisterà ancora uno spazio per la distribuzione solida o se la distribuzione liquida o immateriale prenderà definitivamente il sopravvento.

 

L'era digitale

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Tutti i salti tecnologici degli ultimi anni hanno un minimo comune denominatore: il passaggio al digitale.
Dagli anni '30 agli anni '80 la tecnologia dominante, in tutti i campi della comunicazione, a fini professionali o di intrattenimento, è stata la elettronica, incentrata sugli elementi attivi (valvole termoioniche prima, transistor dall'inizio degli anni '60) con l'ausilio della elettrotecnica (relais e componenti elettromeccanici).

Il passaggio progressivo al digitale consente di sfruttare anche nelle comunicazioni la potenza e la flessibilità dei calcolatori elettronici, basati per loro natura, come noto, sulla tecnica binaria, o digitale.

Una rivoluzione iniziata con la telefonia, per la quale è stata sviluppata, già negli anni '70, la digitalizzazione della voce con il metodo PCM (Pulse Code Modulation), basato su tecniche di campionamento del segnale naturale (analogico) ed usata tuttora nei CD, DVD e derivati.

Senza pretese di esaustività, ecco alcuni dei passaggi realizzati o in corso.

Campo     Era analogica  Era digitale Inizio. Anni Stato 
Telefonia fissa Centrali elettromeccaniche PCM - ISDN - Centrali digitali '80 Passaggio completato per la maggioranza della popolazione del mondo.
Telefonia mobile TACS GSM '95 Passaggio completato. La affermazione è stata rafforzata dalla enorme ricettività del mercato (due miliardi di telefonini GSM nel 2006, andiamo verso un abitante del pianeta ogni 3 "connesso").
Musica incisa LP 33 giri PCM - CD '85 Passaggio completato. Il disco LP rimane sul mercato come prodotto di nicchia per fascia alta.
Musica registrata dal vivo Bobine - Musicassette Diversi standard (MiniDisc, DAT, Hard Disk, PCM, DSD, stato solido) '85 Ormai affermato in campo semi-professionale e amatoriale il DAT. In campo professionale è affiancato anche dalla registrazione su hard-disk. In campo amatoriale non si è  affermato un successore unico della musicassetta Philips, eredi possono essere considerati i registratori su MiniDisc e portatili su memoria a stato solido.
Duplicazione della musica Bobine - Musicassette Registratore CD-Audio
Masterizzatore CD
Seconda metà '90 Affermata ormai universalmente la duplicazione su PC.
Fotografia Pellicola chimica. 35mm Sensori CCD - Memoria EPROM Fine anni '90 In corso. Affermazione ampia in campo professionale. In forte espansione in campo amatoriale.
Cinema amatoriale.
Ripresa
VHS-C - Video 8 MiniDV - Digital8 - MiniDVD - HD - Stato solido Fine anni '90 Pressoché completata. Ulteriormente rafforzata dalla alternativa Hard-Disk + stato solido. Registrazione analogica limitata ad aree marginali a basso costo.
Cinema amatoriale. Visione VHS DVD 2000 In completamento. Il VHS rimane sul mercato in modo marginale per la sola registrazione e per la visione degli archivi di videocassette esistenti.
Televisione. Registrazione VHS DVD - Hard Disk 2003 Avviata la vendita di registratori DVD da casa, dotati di hard-disk interno riscrivibile ad alta capacità e/o di masterizzatore DVD. Prevedibile la sostituzione pressoché completa del VHS in pochi anni.
Cinema per visione casalinga. Duplicazione VHS DVD - DiVX 2003 Due piattaforme per la duplicazione: i registratori DVD (con limitazioni) e il PC; in ambito PC sembra ormai affermato il formato compresso DiVX.
Cinema professionale. Ripresa Pellicola chimica (35mm  o 70mm) Versione professionale degli standard amatoriali. - Non ancora iniziata per le immagini.  Completata per la colonna sonora.
Cinema professionale. Visione Pellicola chimica (35 mm o 70mm) Diffusione film via rete in formato digitale. 
Riproduzione via computer.
- Alcuni esperimenti in corso. Molte perplessità da parte delle major del cinema relativamente alle facilitazioni per la pirateria che il passaggio al digitale offrirebbe.
Radio locale FM T-DMB (ex DAB) 2004 In avvio. Operativa e in fase iniziale in alcuni paesi. Migrazione molto avanzata in Germania. Stenta a partire in Italia. Non c'è uno standard mondiale.
Radio a lunga distanza AM DRM (Digital Radio Mondiale) 2005 Iniziativa avviata in molti paesi e comune al mondo dei radioamatori (Ham Radio). Nessun segno di adesione in Italia (2006)
Televisione terrestre PAL - NTSC Digitale terrestre- DTT 2002-2004 Italia: passaggio al digitale pianificato tra il 2008 e il 2012. Altre nazioni europee (UK, D): TV digitale operativa e coesistente con la TV analogica, con previsione di migrazione completa variabile da paese a paese. L'obiettivo comune europeo è l'anno 2012.
Televisione satellitare PAL - NTSC Digitale satellite 2002 Migrazione in corso, a uno stadio avanzato (completata in molti paesi europei, tra cui l'Italia).


Come si vede dagli esempi elencati (dove sono citate solo le tecnologie dominanti e si considera la situazione dei paesi avanzati) la affermazione o meno del salto al digitale è strettamente dipendente dagli effettivi vantaggi che derivano o agli utenti, o ai produttori degli apparati, o ai gestori dei servizi. Per esempio la fotografia digitale, una volta raggiunta una qualità comparabile a quella analogica, si è affermata in campo professionale perché consentiva la disponibilità immediata dell'immagine (saltando il processo di sviluppo e stampa) e la sua diffusione altrettanto immediata, a qualità immutata, via rete Internet.

Si vede anche che rimangono solo tre terreni di conquista: la radio, la televisione e il cinema professionale (quello proiettato nelle sale). 

La radio digitale

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Un mix di nuove funzionalità e di maggiore qualità dovrebbe garantire nel tempo il successo del T-DMB (o DAB) e il progressivo rimpiazzo dell'FM (radiofonia locale). Le nuove funzionalità risiedono essenzialmente nella facilità di selezione, tramite menu e sotto-menu, e nella visualizzazione del nome della canzone e di altre informazioni sulla trasmissione, mentre l'aumento di qualità (notevole) consiste nella eliminazione dei disturbi e delle sovrapposizioni e nella ampiezza di ricezione.

La necessità di cambiare completamente il ricevitore (al 90% posto in auto) rende però la transizione prevedibile piuttosto avanti nel tempo, ed i piani di diffusione del consorzio italiano EuroDAB assai impegnativi. Basti pensare che la maggior parte delle auto nuove montano di serie una autoradio, al momento ovviamente analogica nella quasi totalità dei casi (in Italia).
(Vedi la sezione sulla radio per altre informazioni sulla radio digitale).

La televisione digitale

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Anche il media che ha il ruolo predominante (per giro d'affari e numero di ore di intrattenimento o informazione accumulate) sta vivendo il passaggio alla tecnologia digitale. Gli standard proposti sono diversi, ma in Europa sono adottati quelli proposti dal consorzio Digital Video Broadcast (DVB), e in particolare il DVB-T (Digital Video Broadcasting - Terrestrial), chiamato in Europa anche DTT (Digital Terrestrial Television) e in Italia TDT (Televisione Digitale Terrestre), che è stato progettato per sostituire l'attuale televisione analogica, e il DVB-H (Digital Video Broadcasting - Handheld) che è un innovativo servizio broadcast pensato per terminali mobili (telefonini di ultima generazione, smart-phone, palmari ecc.), e che per ora viene indicato semplicemente con la sigla DVB-H.

La DTT (usiamo nel seguito questa sigla) rappresenta la transizione più complessa tra tutte le transizioni al digitale, per l'enorme numero di apparati coinvolti e gli altrettanto immensi interessi economici e politici in gioco. Per questo dedichiamo a questo standard una ampia sezione speciale.

I vantaggi per gli utenti del nuovo standard sono rappresentati dall'aumento nel numero dei programmi a parità di risorse, dall'aumento della qualità video e audio delle trasmissioni (ma solo se i gestori vorranno sfruttare questa opzione, la qualità standard è allo stesso livello della TV analogica attuale), e dalla possibilità di accedere a servizi a pagamento con minori investimenti iniziali rispetto alla TV satellitare o via cavo attuale.

I vantaggi per gli editori sono invece marginali, e sostanzialmente da ricondursi al fatturato aggiuntivo per servizi a pagamento; per i gestori dominanti ("incumbent") il nuovo standard può anche costituire un rischio, proprio perché potrebbe consentire a nuovi soggetti di entrare in un mercato attualmente bloccato.

Per questi motivi la transizione è fortemente guidata dall'esterno, e in particolare dalla Commissione europea e da alcuni governi nazionali, e vede come obiettivo temporale il 2010 per un consolidamento del nuovo standard (completamento dello switrch-over, o transizione) ed il 2012 per il definitivo spegnimento della rete analogica (switch-off).

Gli obiettivi che si pone la Commissione europea sono ovviamente quelli di favorire lo sviluppo di un nuovo settore per l'hardware (con le conseguenti opportunità di vendita, anche e soprattutto al di fuori dalla comunità, della tecnologia sviluppata) e la ulteriore espansione del settore software (contenuti, programmi, servizi) sia per sostenere la crescita interna alla comunità sia, per alcuni segmenti, per creare anche in questo caso possibilità di esportazione. Obiettivi peraltro in qualche modo obbligati dalle analoghe mosse in corso da parte dei paesi competitori (USA, Giappone) peraltro su tecnologie diverse e non compatibili. L'accelerazione ha quindi anche lo scopo evidente di tentare di ripetere il successo mondiale dello standard GSM nella telefonia mobile.

La televisione digitale per apparati mobili (DVB-H)

  

Dalla tecnologia sviluppata per la televisione digitale terrestre (DTT o TDT o DVB-T) è nata anche la variante, proposta e formalizzata dallo stesso consorzio DVB, per la trasmissione broadcast verso i telefonini di fascia alta ("handheld": telefonini con computer a bordo, i cosiddetti smart phone o PDA o palmari). Lo standard si chiama appunto DVB-H (Digital Video Broadcasting for Handheld) e sfrutta oltre l'80% della tecnologia di trasmissione (antenne e apparati) sviluppata ed in alcuni casi già installata per la DTT, condividendo lo stesso flusso di dati (multiplex).

Non si tratta della tecnologia già utilizzata per la trasmissione di clip (brevi filmati) o addirittura interi film sui videofonini (usando il termine di 3-H3G) UMTS attuali, e che richiede una specifica connessione per ogni flusso di immagini, ma di una trasmissione broadcast, quindi da una antenna a tutti gli apparati accesi nel suo raggio di copertura, esattamente come nella radio e nella TV: una tecnologia molto meno costosa.

Sono state sviluppate ovviamente delle estensioni specifiche, anzitutto per comprimere al massimo i dati, tenendo conto della potenza non elevata e degli schermi certo non ampi degli apparati riceventi (viene usata al momento la compressione MPEG-2) , poi per ottimizzare il consumo di energia, quindi il consumo delle batterie (tecniche di time-slicing), infine per migliorare la ricezione in movimento, massimizzando la fluidità della trasmissione anche nel caso di uso in auto o in treno, con tecniche di frequency-handover. Altro punto critico è il tempo di commutazione tra un canale e l'altro, non istantaneo come nell'usuale zapping televisivo, ma con un ritardo dell'ordine dei 3-5 secondi.

Anni fa si polemizzava sulla penalizzazione che il cinema avrebbe sul "piccolo schermo" della TV, ora, proprio mentre la TV casalinga sta conquistando una visione ampia grazie a proiettori LCD o DLP e schermi al plasma o LCD, e una maggiore qualità grazie alla HD-TV (high definition TV) sembrerebbe che, in controtendenza, esista un pubblico interessato o disposto a vedere un film addirittura sullo schermo da pochi pollici (anche uno!) degli smart-phone o dei PDA.

Un paradosso apparente, eppure nell'attuale momento, che predilige la informazione accompagnata da immagini, non del tutto assurdo, come dimostra il notevole e recente interesse nel mondo Apple iTunes - iPod per la visualizzazione di filmati. L'uso è evidentemente, e ancora una volta, l'intrattenimento, questa volta in viaggio o in generale in mobilità, con la possibilità di vedere, anche se in condizioni al limite inferiore di qualità, in solitudine, e presumibilmente con durata limitata, eventi sportivi, puntate della propria fiction preferita (magari in differita), o addirittura interi film. Uno sviluppo in un medio o breve periodo favorito dagli schermi pieghevoli in tecnologia OLED (vedi immagine a lato), che consentirà di avere apparati molto piccoli con schermi anche di diversi pollici (ma per ora non a dimensioni TV) e da ulteriori progressi nella capacità delle batterie.

   

Il telefonino come decoder

Un uso apparentemente marginale, ma se immaginiamo che al posto del portatile ci sia una scheda PC-Card o che il telefonino - smart-phone faccia da modem - decoder per un apparato con schermo più ampio (un notebook, un PC fisso, un media-center, lo schermo TV, tradizionale, piatto o proiettore) si aprono scenari molto interessanti anche nell'immediato, che possono costituire una alternativa alla televisione digitale terrestre.

Ad esempio potremmo avere:

un notebook con schermo 15" o 16" in formato 16:9 e una PC-Card con carta SIM UMTS predisposta per il DVB-H, sul quale sarebbe possibile vedere una trasmissione video in tempo reale o un film con qualità audio - video analoga ad una TV portatile; un uso quindi ideale in vacanza, nella seconda casa o simili;

un notebook collegato, invece che tramite una PC-Card, per mezzo dello stesso telefonino - smartphone, a sua volta connesso con un cavo o senza fili (Wi-Fi o Bluetooth a seconda della compressione adottata)

lo stesso telefonino collegato ad un media-center, ovvero ad un PC dedicato per l'entertainment, a sua volta collegato allo schermo TV, magari di ampie dimensioni, oppure direttamente allo schermo TV mediante un adattatore.

Come si vede le applicazioni vanno velocemente a ricoprirsi con quelle previste dalla DTT, ma sono veramente intercambiabili e si faranno concorrenza? Da un lato la DVB-H utilizzata in casa o comunque su schermo medio o grande sconta una minore qualità rispetto alla DTT (a causa della compressione del video e dell'audio), dall'altra non richiede alcuna installazione, antenna o decoder. Rispetto alla DTT sarebbe inoltre molto più immediato e sempre disponibile il canale di ritorno per le funzioni interattive, rappresentato in questo caso da una semplice connessione (chiamata dati o SMS) del telefonino verso il gestore. Sulla copertura il discorso è aperto, nel senso che probabilmente potrebbe essere analoga per la parziale sovrapposizione delle reti.

Da aggiungere che il telefonino potrebbe con molta semplicità e facilità svolgere le funzioni di terminale per il pagamento (per il quale è già predisposto) dei contenuti "premium".

Altre applicazioni, oltre alla TV digitale (in chiaro o a pagamento) potranno essere rappresentate, nella modalità mobile broadcasting dalla Digital radio (trasmissione audio integrata da contenuti video o immagini, come nella Visual Radio), dal Teletext, dagli Information Services già conosciuti e utilizzati dai gestori sulla attuale rete a celle, dove le informazioni sono veicolate ora con protocollo WAP o con semplici SMS. Nel campo delle comunicazioni bidirezionali che sfruttano il canale di ritorno, oltre al Video on demand, potrà essere sviluppata la TV interattiva (televoto, sondaggi, quiz, ecc,), il download di giochi, applicazioni, canzoni, videoclip, la videocomunicazione e il messaging "molti a molti" (analoghi ai forum di discussione, con contenuti non solo testuali, ma anche iconici - immagini o videoclip), l'assistenza alla mobilità tramite mappe o guide tematiche (tipicamente sponsorizzate) e altri.

E' quindi possibile una coesistenza dei due standard, e una convergenza dei gestori, e soprattutto dei produttori di contenuti di intrattenimento. Una convergenza peraltro confermata dalla acquisizione (novembre 2005) della rete Canale 7 (che possiede una licenza nazionale sia per la TV analogica sia per quella digitale) da parte dell'operatore H3G, evidentemente interessato a controllare e sviluppare i contenuti e, come logica conseguenza, il nuovo mercato.

Naturalmente le informazioni trasmesse potranno essere in chiaro oppure crittografate (o crittate, come si scrive comunemente, con un anglicismo) e quindi a pagamento. Il metodo di pagamento risulterebbe particolarmente comodo in questo caso perché legato al circuito commerciale dei telefonini. Quindi il costo potrebbe essere detratto dal credito residuo della carta SIM, se prepagata, oppure dal contratto, e i codici di attivazione potrebbero essere sia acquisiti dalla rete (navigando sui siti internet dei gestori con lo smart-phone UMTS) oppure acquistate dalla stessa rete commerciale con un metodo simile alle attuali carte prepagate per telefonini o TV digitale terrestre.

Da dove dovrebbero arrivare i soldi per i servizi in chiaro? Non essendo necessaria una connessione (se non, eventualmente, per servizi interattivi o collaterali, come nella Visual Radio) dovrebbero arrivare dal solito salvadanaio: la pubblicità. Lo sviluppo della DVB-H, così come quella della TDT, avverrebbe quindi erodendo risorse alla TV analogica generalista, attualmente dominante. 

 

La situazione in Italia del nuovo standard è nelle fasi preliminari. E' stata indetta l'8/11/2005 dal Garante per le comunicazioni una "Consultazione pubblica concernente una indagine conoscitiva sulla fornitura di servizi televisivi broadcasting in mobilità mediante tecnologia DVB-H" (vedi) rivolta a fornitori di reti, gestori radiomobile, fornitori di contenuti e a tutti i soggetti per raccogliere elementi utili alla regolamentazione (con particolare attenzione alla coesistenza con la DVB-T, ovvero la televisione digitale terrestre). Il forte interesse degli operatori del settore radiomobile (con in testa 3 - H3G, ma con un forte interesse anche da Telecom, che ha una propria divisione media), alla ricerca di nuovi driver per mantenere elevati i consumi in un settore che continua ad essere in crescita in Italia, ma con rischi di saturazione del mercato, fa prevedere un lancio del servizio in tempi non lunghi, forse già dal 2007, con sperimentazioni e lanci anche nel 2006, e comunque in parallelo con la effettiva espansione di massa della DTT.

  

Scenari futuri nel broadcast

TOP

Dalle considerazioni fatte sopra e dalla trattazione del futuro della radio (vedi "radio pirata e radio libere") emerge chiaramente la strategia dei broadcaster, le compagnie che a livello mondiale e nazionale controllano la emittenza televisiva e radiofonica. La situazione (in Italia) è sintetizzata nella tabella che segue.

Mezzo

Modello di business

Tecnologia di trasmissione

Situazione attuale

Scenario pianificato

TV

 

Visione gratuita, finanziamento con pubblicità e sponsor.

Analogico (PAL, SECAM, NTSC), Digitale (DTT, DVB-H)

Segmento dominante

Nessuna trasmissione "in chiaro" senza pubblicità, abbassamento del valore dei programmi (prime visioni cinema, sport). Progressivo passaggio allo standar